giovedì, Maggio 7 2026

Vanchiglia, è ufficiale: si chiude il ciclo Binandeh dopo sei stagioni

di Andrea Musacchio
29 Aprile 2026 2 min lettura
In copertina Ramin Binandeh (Foto Vanchiglia Calcio FB)

TORINO. Ora è ufficiale: Ramin Binandeh non sarà l’allenatore del Vanchiglia nella prossima stagione. Dopo sei anni insieme, il club granata ha annunciato la fine di un ciclo tra i più lunghi e significativi del panorama dell’Eccellenza piemontese.

La separazione avverrà al termine dell’annata in corso, chiudendo un percorso iniziato nella stagione 2020/21 e proseguito con continuità fino a oggi. Sei stagioni in cui il Vanchiglia si è consolidato nel massimo campionato regionale, mantenendo sempre la categoria e riuscendo spesso a posizionarsi nella parte sinistra della classifica.

Numeri che raccontano solo in parte il lavoro svolto da Binandeh. Perché, oltre ai risultati, il tecnico ha contribuito a costruire un’identità precisa, fatta di organizzazione, spirito di sacrificio e valorizzazione dei giovani. Un aspetto, quest’ultimo, centrale nel progetto granata, con diversi giocatori cresciuti nel vivaio accompagnati verso il calcio dei grandi.

Il Vanchiglia, negli anni, è diventato una realtà solida e credibile, riconosciuta a livello regionale. Un percorso che porta anche la firma del suo allenatore, capace di dare continuità tecnica e stabilità in un contesto dove spesso i cicli durano molto meno.

Nel comunicato ufficiale, il club ha voluto sottolineare proprio questi elementi, ringraziando Binandeh per l’impegno, la professionalità e la dedizione dimostrati in questi anni. Un saluto che non cancella quanto costruito, ma che segna l’inizio di una nuova fase per entrambe le parti.

A maggio si chiuderà dunque una storia importante. E come spesso accade in questi casi, il segno lasciato andrà oltre i risultati: resterà nella struttura, nei valori e nell’identità di una squadra che, stagione dopo stagione, ha saputo crescere e consolidarsi.

Per il Vanchiglia si apre ora il tema del futuro. Per Binandeh, invece, si chiude un capitolo lungo sei anni, con la consapevolezza di aver scritto una delle pagine più significative della recente storia granata.

 

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