
ASTI. C’è un’altra faccia dei playout del girone A di Serie D. Meno rumorosa forse rispetto a Gozzano-Derthona, ma altrettanto pesante. Perché Cairese-Asti non vale soltanto una salvezza: vale anche un pezzo di futuro del calcio piemontese nella massima categoria dilettantistica.
Con il Novaromentin già retrocesso e con una piemontese destinata inevitabilmente a scendere tra Gozzano e Derthona, il rischio di perdere un’altra rappresentante dalla Serie D è concreto. Ed è per questo che tutto il movimento guarderà con attenzione alla sfida tra la Cairese e l’Asti, sperando nel frattempo che il Bra riesca a salvarsi nei playout di Serie C.
Per l’Asti il margine d’errore praticamente non esiste. I galletti hanno un solo risultato a disposizione: vincere. Qualsiasi altro esito premierebbe infatti la Cairese, forte del miglior piazzamento in classifica al termine della regular season.
E non è un dettaglio banale guardando i precedenti stagionali. Perché contro i liguri, quest’anno, l’Asti non è mai riuscito a imporsi. Due partite, due pareggi, entrambi terminati 1-1. Equilibrio totale sul campo, ma vantaggio psicologico e regolamentare tutto dalla parte gialloblù.
La Cairese arriva a questo appuntamento con la consapevolezza di aver sfiorato più volte una salvezza tranquilla nel corso della stagione. Roberto Floris, altra figura molto conosciuta nel calcio piemontese dopo l’esperienza al Bra, era riuscito per lunghi tratti dell’anno a tenere i liguri fuori dalla zona rossa. Poi, nel finale, il ritorno improvviso nelle sabbie mobili e ora un playout che pesa tantissimo.
Dall’altra parte c’è un Asti chiamato a ribaltare il proprio destino lontano da casa, in una partita che inevitabilmente sarà anche mentale oltre che tecnica. Perché i playout si giocano spesso sulla capacità di gestire paura, tensione e dettagli.
E in questo caso il peso è doppio. Per la classifica, certo. Ma anche per un intero movimento regionale che rischia di uscire profondamente ridimensionato da questa primavera di spareggi.
