giovedì, Maggio 7 2026

Gozzano-Derthona, molto più di un playout: una big andrà in Eccellenza

di Andrea Musacchio
7 Maggio 2026 3 min lettura
In foto il Gozzano riunito a cerchio

Ci sono partite che valgono una stagione. E poi ce ne sono altre che sembrano pesare molto di più. Gozzano-Derthona appartiene a questa seconda categoria. Perché quando il calendario mette una contro l’altra due piazze così, il concetto di semplice playout smette quasi di avere senso. Qui c’è una società storica che retrocederà in Eccellenza. E soltanto leggere i nomi fa effetto.

Da una parte il Gozzano, che appena dodici mesi fa viveva una delle stagioni più brillanti della propria storia recente. Un quarto posto in regular season, l’accesso ai playoff e quella sensazione di essere tornata stabilmente tra le realtà più solide del girone A. Solo il Vado, poi promosso in Serie C, riuscì a interrompere il sogno rossoblù nella semifinale playoff. Nessuno immaginava che un anno dopo la squadra novarese si sarebbe ritrovata a giocarsi tutto in una finale salvezza.

Dall’altra parte il Derthona. E qui il peso della storia aumenta ancora di più. Perché Tortona, nel calcio piemontese, non è una piazza qualsiasi. È un nome che richiama tradizione, identità, categorie importanti. Vederla impelagata nella lotta per non retrocedere fa impressione quasi quanto immaginarla in Eccellenza.

Eppure il campo, quest’anno, ha raccontato una realtà diversa dai nomi e dal blasone. Una stagione complicata per entrambe, fatta di alti troppo bassi e continuità mai trovata davvero. Ma è interessante leggere come ci siano numeri che sembrano quasi ribaltare il concetto stesso di fattore campo.

Il Gozzano, infatti, ha costruito gran parte della propria salvezza proprio in casa, pur senza un rendimento trascinante: 22 punti raccolti davanti al proprio pubblico, comunque migliori rispetto a quelli ottenuti lontano dal D’Albertas. Il Derthona, invece, ha vissuto una stagione quasi paradossale. In trasferta i bianconeri hanno conquistato 29 punti, quarto miglior rendimento esterno del girone dietro soltanto a Vado, Sestri Levante e Ligorna. In casa, invece, il crollo: nessuno ha fatto peggio dei tortonesi davanti al proprio pubblico.

E allora il playout assume contorni ancora più particolari. Perché entrambe, in un certo senso, giocheranno nel proprio habitat naturale. Il Gozzano sul campo dove ha costruito le sue certezze. Il Derthona lontano da quello stadio che, numeri alla mano, si è trasformato in un peso più che in una risorsa.

A rendere tutto ancora più affascinante ci pensano le panchine. Da una parte Manuel Lunardon, dall’altra Fabrizio Buttu. Due allenatori profondamente diversi ma accomunati da una caratteristica precisa: conoscono il peso delle partite vere. Quelle dove la tattica conta, ma fino a un certo punto. Perché poi entrano in gioco la tensione, la paura di sbagliare, la capacità di reggere il peso della storia.

E la storia, questa volta, pesa tantissimo. Perché Gozzano e Derthona non stanno soltanto giocando per una categoria. Stanno giocando per evitare una ferita che lascerebbe il segno su due ambienti abituati a pensarsi lontani da certe sabbie mobili.

Novanta minuti, forse centoventi. Poi una delle due dovrà guardarsi allo specchio e fare i conti con una retrocessione che, comunque vada, farà rumore.

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