giovedì, Maggio 7 2026

Serie D, playout da brividi: sette squadre in 5 punti, ultimi 180 minuti da vivere col fiato sospeso

di Andrea Musacchio
21 Aprile 2026 3 min lettura

Mentre il Vado vede la promozione in Serie C sempre più vicina e Lavagnese e Novaromentin hanno già salutato la categoria, il vero cuore pulsante del finale di stagione nel Girone A di Serie D si concentra tutto nella zona calda. Gli ultimi 180 minuti promettono infatti una corsa salvezza tra le più intense degli ultimi anni.

Sette squadre racchiuse in appena cinque punti, un blocco compatto fatto di piazze importanti, società abituate ad altri obiettivi e storie diverse che si intrecciano in un finale apertissimo. Una bagarre totale in cui ogni punto può cambiare il destino.

Il Saluzzo, pur essendo teoricamente ancora coinvolto con il margine minimo sulla zona playout, oggi appare in una posizione più rassicurante grazie al nono posto. Diverso il discorso per l’Imperia, a cui manca ormai soltanto la certezza aritmetica o una combinazione favorevole di risultati per considerarsi davvero salva.

Molto più delicata la situazione dell’Asti, attualmente terzultima. La salvezza diretta non è ancora preclusa, ma davanti il traffico è fitto e ogni errore rischia di essere fatale. Gli astigiani dovranno accelerare subito per evitare di restare incastrati nei playout.

Chi invece arriva meglio al momento decisivo è il Celle Varazze. L’arrivo in panchina di Riccardo Boschetto, ex Saluzzo e Asti, ha cambiato marcia alla squadra: 13 punti conquistati negli ultimi 15 disponibili, rendimento da vertice e inerzia totalmente diversa rispetto a poche settimane fa.

Se il campionato finisse oggi, a pagare sarebbe il Derthona FbC, squadra che ha pagato soprattutto il rendimento casalingo. Qualche punto in più raccolto al Coppi avrebbe probabilmente consegnato ai leoncelli una salvezza tranquilla. Invece servirà l’ultimo sforzo per evitare brutte sorprese.

Stagione complicata anche per il Gozzano, capace di battere squadre di alta classifica e poi lasciare punti pesanti contro avversarie sulla carta più abbordabili. Dopo il terzo posto dello scorso anno, il ridimensionamento è stato netto e inatteso, con i rossoblù quasi sempre coinvolti nella lotta per non retrocedere.

Nel gruppo c’è anche la Cairese di Roberto Floris, altro tecnico ben conosciuto in Piemonte. I liguri sembravano aver preso il largo dopo un periodo positivo che li aveva portati fuori dalla zona playout, ma il recente rallentamento li ha ricacciati dentro la mischia.

Due giornate, sette squadre, cinque punti. La lotta promozione sembra ormai indirizzata, la retrocessione diretta ha già emesso due verdetti. Resta però il capitolo più crudele e affascinante del campionato: quello della sopravvivenza. E lì, davvero, può succedere ancora di tutto.

Piemonte Sport