Lo farà in campo, nel modo più diretto possibile. In occasione della gara contro l’Acqui del 19 aprile, valida per la tredicesima giornata di ritorno del campionato di Eccellenza, la prima squadra scenderà in campo indossando una maglia celebrativa dedicata alla lotta contro ogni forma di discriminazione e al supporto della comunità LGBTQIA+. Non un richiamo marginale, ma un elemento visibile, integrato: la storica maglia grigia sarà arricchita dalla patch ALPride 2026, manifestazione in programma ad Alessandria il prossimo 30 maggio, e tornerà a essere indossata anche nella successiva trasferta contro il Vanchiglia.
La decisione porta una firma chiara, quella del presidente Antonio Barani, che ha scelto di assumere una posizione netta su un terreno che raramente, nel calcio, viene affrontato con questa esplicita volontà. “Un presidente ha il dovere di prendere posizione, con chiarezza e senza esitazioni, su valori fondamentali come il rispetto e l’uguaglianza”, ha dichiarato, rivendicando il senso di un’iniziativa che guarda oltre il campo e che si propone come occasione di crescita anche per il gruppo squadra .
Il gesto ha trovato immediatamente una risposta nella comunità coinvolta. L’associazione Tessere Le Identità, tra i promotori di ALPride, ha accolto l’iniziativa come un passaggio significativo, sottolineando il valore simbolico di vedere quel segno su una maglia storica. Un riconoscimento che non riguarda solo il club, ma l’intera città, chiamata a confrontarsi con un messaggio che supera i novanta minuti e si radica nello spazio pubblico.
Non è la prima volta che lo sport prova a farsi strumento di inclusione, ma raramente lo fa con una scelta così visibile, così esposta. Il calcio italiano, spesso prudente quando si tratta di temi sociali, si trova qui di fronte a un’iniziativa che rompe un equilibrio implicito, portando dentro lo stadio una questione che appartiene alla società nel suo complesso.
Il campo, in questo caso, non è un rifugio neutrale. È il luogo in cui si decide di prendere posizione. E in cui una maglia, per una volta, racconta qualcosa che va oltre il gioco.