domenica, Maggio 10 2026

Foschia scuote il calcio dilettantistico: “Il sistema si regge sulla base, senza equilibrio futuro a rischio”

di Redazione
9 Maggio 2026 3 min lettura

TORINO. Un messaggio forte, politico e diretto al cuore del calcio italiano. Dalla sala del Museo Nazionale dell’Automobile di Torino, il presidente del Comitato Regionale FIGC-LND Piemonte Valle d’Aosta Mauro Foschia ha lanciato la propria piattaforma programmatica, chiedendo un cambio di rotta concreto per il futuro del movimento dilettantistico.

L’occasione è stata l’Assemblea Straordinaria del Comitato Regionale, durante la quale Foschia ha presentato un documento nato dal confronto con le società piemontesi e valdostane e già condiviso dall’Area Nord della Lega Nazionale Dilettanti. Un testo che punta a diventare centrale nel dibattito nazionale sul futuro del calcio di base.

“Il calcio italiano si regge sui dilettanti. E senza un riequilibrio reale il sistema rischia di perdere solidità proprio nella sua base”, ha dichiarato Foschia, sottolineando come negli ultimi mesi siano emerse criticità sempre più evidenti: aumento dei costi, difficoltà nella gestione degli impianti, peso della burocrazia e sostenibilità sempre più fragile del volontariato sportivo.

Un intervento che ha toccato soprattutto il ruolo delle società territoriali, considerate il vero motore del movimento. “Il calcio italiano non nasce nei vertici, nasce nei campi dilettantistici. Nasce nel lavoro quotidiano di dirigenti, allenatori e volontari”, ha spiegato il presidente, chiedendo una visione diversa rispetto al semplice mantenimento dell’esistente. “Non basta più amministrare. Serve riportare il calcio dilettantistico al centro del sistema”.

Ampio spazio è stato dedicato anche agli effetti della riforma dello sport. Foschia ne ha riconosciuto i principi, ma ha evidenziato il forte impatto burocratico sulle società. “Riformare non significa complicare”, ha detto, soffermandosi in particolare sul tema del volontariato, definito “la struttura invisibile che regge il calcio dilettantistico”.

Tra i passaggi più netti anche quello sulla sostenibilità economica. Il presidente della LND Piemonte-Valle d’Aosta ha parlato apertamente di una situazione “profondamente squilibrata” per le società sportive, citando il peso dell’IVA e dei costi energetici. Da qui l’appello al Governo: “Se lo sport è entrato in Costituzione, allora deve entrare anche nelle politiche pubbliche”.

Non è mancato poi il tema infrastrutture, da anni centrale soprattutto nei dilettanti. Foschia ha rivendicato il ruolo sociale dei club nella gestione degli impianti sportivi, sottolineando come le società non siano semplici utilizzatrici delle strutture pubbliche, ma soggetti che garantiscono manutenzione, apertura e attività quotidiana sui territori.

Nel corso dell’assemblea è stata rilanciata anche la proposta di destinare una quota delle scommesse sportive al sistema dilettantistico. “Non è assistenzialismo, è equità”, ha spiegato.

Infine il focus sul settore giovanile, definito “il cuore del movimento”. Foschia ha ricordato come l’80% dell’attività giovanile italiana venga organizzata proprio dal calcio dilettantistico, chiedendo maggiore riconoscimento economico e strategico per le società che investono nella formazione.

“Non stiamo chiedendo privilegi. Stiamo chiedendo coerenza”, ha concluso il presidente. “Non stiamo difendendo il passato. Stiamo costruendo il futuro”.

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