sabato, Gennaio 17 2026

Volpiano, una settimana da incubo e la voglia di ripartire

di Andrea Musacchio
16 Gennaio 2026 2 min lettura

VOLPIANO. Non dev’essere facile perdere il secondo posto e l’occasione di tornare in finale di Coppa Italia nel giro di una sola settimana. Eppure il Volpiano Pianese si trova oggi a fare i conti con una realtà dura, fatta di tre sconfitte consecutive, diverse per contesto e sviluppo, ma tutte ugualmente pesanti sul piano mentale.

L’ultima, la più recente e probabilmente la più dolorosa dal punto di vista sportivo, è arrivata nella semifinale di ritorno di Coppa Italia contro il Cuneo. Una serata che aveva acceso il sogno di una rimonta perfetta: il Volpiano avanti, capace di ribaltare l’inerzia della doppia sfida, prima di vedersi spezzare l’illusione dal colpo di Regolanti e poi dai calci di rigore, che hanno spento definitivamente il sogno finale.

Prima ancora era arrivato lo stop casalingo contro il Verbania, una sconfitta che aveva già iniziato a incrinare certezze e classifica. E pochi giorni prima, sempre contro il Cuneo, il ko nella gara d’andata di Coppa, al termine di una sfida equilibrata, combattuta, decisa da episodi e dettagli. Tre partite ravvicinate, tre colpi difficili da assorbire.

In queste ore, per i giocatori in maglia blu, è stato inevitabilmente il tempo di leccarsi le ferite. Ma il calcio, come la vita, non concede pause troppo lunghe. Offre subito un’altra occasione. E quell’occasione ha un nome preciso: Cossato.

Contro i terzultimi del campionato, il Volpiano è chiamato a una risposta immediata. Non solo per interrompere la serie negativa, ma per riprendere la corsa in una classifica che resta apertissima. Il Borgosesia è distante cinque punti, ma soprattutto il secondo posto è lì, a portata di mano: occupato dal Lascaris e distante appena una lunghezza.

È il momento più delicato, quello in cui si capisce che tipo di squadra si è davvero. Il Volpiano ora deve scegliere: restare prigioniero delle scorie di una settimana durissima oppure trasformare le ferite in rabbia sportiva. La risposta, come sempre, arriverà dal campo.


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