
TORINO. Nuovo corso contro rinascita. Vanchiglia-Chieri, in programma per il primo turno della Coppa Italia di Eccellenza, sarà molto più di un derby della provincia torinese. Sarà il confronto tra due società che arrivano al primo appuntamento ufficiale seguendo strade differenti, ma accomunate dalla necessità di trasformare il lavoro estivo in indicazioni concrete.
Il Vanchiglia si presenta con un nuovo (vecchio) allenatore. Antonio De Gregorio raccoglie l’eredità di Binandeh, che ha guidato la squadra granata per sei stagioni, e apre una fase diversa senza modificare i principi alla base del progetto societario.
Dall’altra parte ci sarà Roberto Berta. Subentrato durante lo scorso campionato, il tecnico del Chieri ha questa volta potuto lavorare fin dall’inizio della preparazione, partecipando alla costruzione della squadra e sviluppando con maggiore continuità le proprie idee.
È questa una delle principali differenze rispetto alla passata stagione: Berta non dovrà intervenire su un gruppo già impostato da altri, ma potrà cominciare il percorso dalla prima pagina. La partita di Coppa offrirà quindi una verifica immediata sul lavoro svolto e sull’identità che il nuovo Chieri intende assumere.
Il Chieri cerca la vera ripartenza. Il club azzurro continua a fare i conti con il peso del proprio passato recente. Dopo molti anni consecutivi trascorsi in Serie D, la retrocessione di due stagioni fa aveva alimentato la convinzione che il ritorno nella quarta serie nazionale potesse essere immediato.
Il campo ha però raccontato una realtà più complessa. L’Eccellenza ha confermato ancora una volta di essere una categoria difficile, nella quale il nome e la storia non garantiscono alcun vantaggio. Il Chieri non è riuscito a risalire subito e ha attraversato momenti nei quali il rischio non era soltanto quello di vedere sfumare le ambizioni di vertice.
L’arrivo di Berta durante la stagione ha contribuito a evitare conseguenze sportivamente più pesanti e a restituire stabilità alla squadra. La salvezza ha rappresentato il punto dal quale ricominciare, ma adesso l’obiettivo è differente: trasformare la continuità tecnica in una reale ripartenza.
La preparazione completa concessa all’allenatore dovrebbe permettere agli azzurri di presentarsi con riferimenti più chiari e una struttura maggiormente riconoscibile. Il primo responso arriverà proprio contro il Vanchiglia, avversario capace di mettere immediatamente alla prova equilibrio, intensità e personalità.
Il Vanchiglia cambia guida, non filosofia. Se il Chieri prova a ritrovare una dimensione coerente con la propria storia, il Vanchiglia prosegue lungo una strada già tracciata. Il cambio in panchina rappresenta una novità importante dopo un ciclo durato sei anni, ma la filosofia societaria resta fondata sulla valorizzazione dei giovani e del talento.
De Gregorio avrà il compito di introdurre le proprie idee senza disperdere quanto costruito nelle stagioni precedenti. Una sfida che richiederà equilibrio: ogni nuovo allenatore porta inevitabilmente metodi, principi e soluzioni differenti, ma il Vanchiglia dispone già di un’identità societaria precisa alla quale appoggiarsi.
A rafforzare ulteriormente il progetto c’è anche la trasformazione dell’impianto. Il campo è stato completamente rinnovato con l’installazione di un manto sintetico di ultima generazione, intervento che offre alla società una struttura più moderna e funzionale.
La gara con il Chieri diventa quindi la prima vetrina del nuovo ciclo granata. Al di là del risultato, sarà interessante comprendere quanto De Gregorio abbia già inciso sul gruppo e quali elementi di continuità siano rimasti rispetto alla lunga gestione precedente.
Una Coppa che può diventare un obiettivo. Le partite di fine agosto vengono spesso considerate un’estensione della preparazione. I carichi di lavoro sono ancora elevati, le squadre non hanno raggiunto la condizione migliore e diversi automatismi devono essere perfezionati. La Coppa Italia, però, non concede il lusso di separare completamente esperimenti e risultato.
Il primo turno servirà a migliorare la condizione in vista del campionato, ma metterà già in palio una qualificazione. E la storia recente della competizione insegna che, una volta raggiunte le fasi decisive, nessuna squadra rinuncia facilmente alla possibilità di conquistare il trofeo.
Arrivare a gennaio ancora in corsa cambia inevitabilmente la prospettiva. Quello che ad agosto viene interpretato come un passaggio della preparazione può trasformarsi, nel corso dei mesi, in un obiettivo concreto e prestigioso.
Vanchiglia e Chieri possiedono storia, struttura e ambizioni per provare ad andare lontano. Prima, però, dovranno superarsi a vicenda. Il nuovo corso di De Gregorio e la rinascita cercata da Berta si incroceranno immediatamente, nella prima domenica nella quale il risultato tornerà a contare davvero.
