(Adnkronos) – Del marketing e della comunicazione Silvio Berlusconi è stato un genio, uno dei pionieri assoluti in Italia. Difficile pensare che non avrebbe apprezzato, con la sua proverbiale ironia, di ritrovarsi protagonista postumo di un’operazione tutta social: un po’ nostalgia, un po’ satira, un po’ memoria storica collettiva. È quanto accade ogni giorno sulla pagina Instagram “Berlusconismo nostalgico”, arrivata a superare i 100mila follower e diventata, negli ultimi mesi, un piccolo fenomeno di culto per chi ha vissuto (o rimpiange) la stagione del Cavaliere. “Immagini, fatti, storie, aneddoti e racconti tra berlusconismo e Seconda Repubblica”, recita la bio del profilo.
Ora quel fenomeno fa un passo in più e si trasforma in un vero e proprio asset: il 12 agosto scorso, a quanto apprende l’Adnkronos, il fondatore della pagina, Giustino Mucci – consulente esterno del Mur per la comunicazione digitale e il social media management – ha depositato il marchio “Berlusconismo nostalgico” presso l’Uibm, l’Ufficio italiano brevetti e marchi.
Non un semplice atto formale, a giudicare dall’ampiezza della domanda: il marchio, verbale e individuale, copre dieci classi merceologiche. Si va dalla classe 9 (pubblicazioni elettroniche e file video scaricabili) alla 14 (portachiavi e gadget), dalla 16 (libri, riviste, calendari) alla 18 (zaini, borse, portafogli), fino all’abbigliamento (classe 25) e agli articoli promozionali (classe 26). Non manca la parte più strategica: pubblicità e marketing (classe 35), radiodiffusione e streaming (classe 38), editoria e produzione di podcast (classe 41). Un ventaglio che lascia intuire ambizioni ben più ampie di una semplice pagina social. “Il deposito nasce prima di tutto dall’intento di tutelare la pagina Instagram, che ha raggiunto un seguito importante”, spiega Mucci all’Adnkronos. “Il progetto avrà sicuramente sviluppi di natura editoriale nei prossimi mesi, ma per ora resta legato alla narrazione che già si vede sul profilo”.
I margini di crescita, però, sono già delineati. “Il progetto si approfondirà sia sul versante social sia su quello web, con l’apertura di un sito dedicato a contenuti editoriali di maggiore respiro”, racconta ancora Mucci. “Lo sviluppo sarà quantitativo e qualitativo insieme: ci apriremo ad altri canali social oltre che al web, e in tutti gli asset approfondiremo la linea editoriale, lasciando come filo conduttore il recupero aneddotico del berlusconismo, con tutte le sue sfumature, scavando sempre più a fondo nel racconto”.
Non solo archeologia politica, però. “Andremo ad approfondire maggiormente anche temi ed episodi di attualità, che oggi sulla pagina Instagram sono solo brevi incursioni satiriche e che invece saranno declinati in modo più ampio e puntuale”. Tra le novità in cantiere, anche un allargamento del racconto a nuove voci: “Punteremo a introdurre volti che rafforzino le diverse linee narrative del progetto”.
Sul fronte organizzativo, la regia resta salda nelle mani dell’ideatore. “Il progetto è fondato e diretto da me, ma curato in alcune parti tecniche da Amleto.io, una factory di digital strategy che fa sempre capo a me”, precisa Mucci. “Al momento il progetto conta due collaboratori, ma l’obiettivo, in prospettiva, è includere altre figure”. Un marchio che nasce social e guarda già oltre lo schermo dello smartphone. Berlusconi non c’è più da oltre tre anni, ma il berlusconismo, evidentemente, ha ancora molto da raccontare. E da vendere. (di Antonio Atte)
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