
CHIERI. Il PSG Calcio alza la voce e contesta apertamente quanto accaduto dopo la gara playout Under 15 contro l’Area Calcio Roero, sfida valida per l’accesso al campionato Under 16 Regionale della prossima stagione.
Attraverso una lunga nota ufficiale, la società ha spiegato di aver individuato gli estremi per presentare ricorso contro la decisione del Giudice Sportivo pubblicata nel Comunicato Ufficiale n. 110 del Comitato Regionale Piemonte Valle d’Aosta della Lega Nazionale Dilettanti, ma di essersi vista dichiarare inammissibile il reclamo prima ancora di aver potuto depositare le motivazioni.
Secondo quanto ricostruito dal club, la procedura abbreviata prevista per le fasi finali dei campionati imponeva la presentazione del preannuncio di reclamo entro le ore 24 del giorno di pubblicazione del comunicato e il successivo deposito delle motivazioni entro le ore 10 del giorno seguente.
Il PSG sostiene di aver rispettato entrambe le scadenze previste dal regolamento. La società afferma infatti di aver inviato regolarmente il preannuncio nei termini e di essersi attivata fin dalle prime ore del mattino successivo per predisporre il ricorso, arrivando alle 9.40 – circa venti minuti prima della scadenza fissata – alla fase conclusiva della verifica delle argomentazioni.
Proprio in quel momento, però, sarebbe arrivata una comunicazione della Corte Sportiva Territoriale che dichiarava l’inammissibilità del ricorso.
Un passaggio che il club definisce sorprendente e difficilmente comprensibile.
Nella propria nota, infatti, il PSG sottolinea come il ricorso non fosse ancora stato depositato e che le motivazioni non fossero state ancora trasmesse agli organi competenti. Per questo motivo la società sostiene di non comprendere a quale ricorso si riferisse la comunicazione ricevuta e come fosse possibile valutarne l’ammissibilità senza averne ancora esaminato il contenuto.
Da qui nasce la contestazione più forte contenuta nel comunicato.
Secondo il PSG Calcio, quanto accaduto avrebbe comportato una limitazione del diritto alla difesa, impedendo di fatto alla società di esercitare una facoltà prevista dai regolamenti federali entro un termine che, al momento della comunicazione ricevuta, non risultava ancora scaduto.
Il club evidenzia inoltre come l’inammissibilità di un ricorso possa normalmente derivare da un deposito tardivo oppure dal contenuto delle argomentazioni presentate, circostanze che, secondo la propria ricostruzione, non si sarebbero verificate nel caso specifico.
Per questo motivo la società ha già inviato una PEC alla Corte Sportiva d’Appello chiedendo la riapertura dei termini per la presentazione del reclamo.
Qualora non dovesse arrivare un riscontro favorevole, il PSG ha annunciato l’intenzione di valutare il ricorso al Collegio di Garanzia dello Sport del CONI entro i termini previsti, ritenendo che la vicenda possa configurare una lesione del diritto alla difesa.
Nella parte finale della nota il club manifesta tutta la propria amarezza per una situazione che considera particolarmente grave, ricordando il lavoro svolto negli anni nel settore giovanile e l’impegno costante nel rispetto delle normative federali e dei principi sportivi.
La vicenda resta dunque aperta e potrebbe conoscere ulteriori sviluppi nelle prossime settimane, sia davanti agli organi della giustizia sportiva sia, eventualmente, davanti al massimo organo di garanzia dello sport italiano.
