
BRA. La porta della Serie C non è ancora chiusa, ma neppure spalancata. In casa Bra proseguono infatti valutazioni, incontri e ragionamenti interni sulla possibile richiesta di riammissione al prossimo campionato professionistico, dopo la retrocessione maturata ai playout contro la Torres.
Ad oggi, però, novità definitive non ce ne sono. Il club giallorosso sta continuando a confrontarsi con la Federazione e a valutare tutti gli aspetti della situazione, in parallelo con il percorso legato all’iscrizione al prossimo campionato, che dovrà essere formalizzata nelle prossime settimane. Una fase delicata, ancora pienamente in evoluzione, dove ogni scelta dipenderà soprattutto dalla sostenibilità complessiva dell’operazione.
Il nodo principale resta inevitabilmente quello dello stadio. A differenza del Foggia — altra società direttamente coinvolta nel possibile scenario di riammissione — il Bra non dispone infatti di un impianto già conforme ai parametri richiesti dalla Serie C. Ed è proprio questo, al momento, l’aspetto che pesa maggiormente nelle valutazioni del club e nei dialoghi con la Lega e la Federazione.
Il Foggia, da questo punto di vista, parte avvantaggiato perché ha già uno stadio idoneo alla categoria. Per il Bra, invece, sarebbe necessario ottenere una nuova deroga per disputare il campionato in un altro impianto. Una strada non impossibile, ma certamente complessa e che richiede approfondimenti tecnici e autorizzativi.
Una cosa però sembra ormai chiara: l’ipotesi Sestri Levante non è sul tavolo. Qualora il Bra dovesse davvero tentare la strada della Serie C, le gare casalinghe verrebbero disputate in Piemonte. Anche su questo fronte, tuttavia, i discorsi sono ancora in fase embrionale.
Dal punto di vista sportivo, invece, la posizione del Bra resta solida. Nella graduatoria utile per eventuali riammissioni o ripescaggi, i giallorossi hanno infatti chiuso con 32 punti, contro i 27 del Foggia. Un elemento che potrebbe avere un peso importante nelle valutazioni federali.
Ma la sensazione, oggi, è che il Bra non voglia compiere passi affrettati. La società sta infatti analizzando costi, fattibilità, garanzie strutturali e sostenibilità del progetto, senza escludere nessuna strada. Se le condizioni per affrontare la Serie C dovessero risultare troppo complicate o poco sostenibili, il club potrebbe decidere di ripartire regolarmente dalla Serie D.
Per il momento, dunque, tutto resta in stand-by. La Serie C rimane una possibilità concreta, ma ancora tutta da costruire. E le prossime settimane saranno decisive per capire se il Bra proverà davvero a giocarsi fino in fondo questa partita fuori dal campo.
