mercoledì, Giugno 24 2026

Alessandria, idea Sesia per la Serie D: tifosi divisi sul futuro della panchina

di Andrea Musacchio
29 Aprile 2026 3 min lettura

ALESSANDRIA. Il futuro della panchina dell’Alessandria inizia a prendere forma, tra suggestioni di mercato e sentimenti contrastanti. A lanciare l’indiscrezione è stata La Stampa di Alessandria, poi ripresa da diverse testate: nel mirino della dirigenza grigia ci sarebbe Marco Sesia, fresco vincitore del Girone A di Serie D con il Vado.

Un profilo che, sulla carta, rappresenterebbe una scelta forte e coerente con le ambizioni del club, pronto a riaffacciarsi in quarta serie dopo il dominio in Eccellenza. Sesia è reduce da una stagione perfetta, culminata con la promozione tra i professionisti, e viene considerato l’uomo giusto per affrontare un campionato competitivo e complesso come la Serie D.

Non è un caso che il suo nome sia finito in cima alla lista. Dopo il successo, il Vado non ha imposto vincoli al tecnico, lasciandogli libertà di valutare eventuali proposte prima dell’incontro decisivo con la società ligure. E tra queste, quella dell’Alessandria appare al momento la più concreta.

Eppure, come spesso accade quando si parla di Alessandria, il tema non è solo tecnico. È anche, e forse soprattutto, emotivo.

Perché la notizia ha inevitabilmente diviso la piazza. Da una parte c’è chi vede in Sesia il profilo ideale per affrontare la Serie D, un allenatore preparato, abituato a gestire pressioni e a costruire squadre competitive. Dall’altra, però, c’è un legame forte e profondo con Alberto Merlo.

Merlo, per molti tifosi, è molto più di un allenatore. È un uomo del popolo, un simbolo di appartenenza, qualcuno che incarna lo spirito grigio dentro e fuori dal campo. I risultati, del resto, parlano per lui: tre trofei conquistati in poco più di una stagione, una semifinale di Coppa Italia nazionale e un percorso recente fatto di tre promozioni consecutive, dal Fossano fino alla scalata con l’Alessandria tra Promozione, Eccellenza e ora Serie D.

Numeri che raccontano una continuità rara, capace di creare un rapporto diretto con la tifoseria. E proprio questo rapporto oggi rende la scelta più delicata.

Perché la Serie D è un campionato diverso, più lungo, più fisico, più esigente sotto ogni punto di vista. E una parte dell’ambiente ritiene necessario affidarsi a un nome già affermato nella categoria. Un’altra, invece, crede che il percorso debba proseguire nel segno della continuità, premiando chi ha costruito questo ciclo vincente.

La sensazione è che la decisione non sarà semplice. Da una parte l’ambizione di alzare ulteriormente l’asticella, dall’altra il rischio di interrompere un equilibrio costruito nel tempo.

Intanto il nome di Sesia resta sul tavolo. E con lui, inevitabilmente, una domanda che accompagnerà le prossime settimane: continuare con il cuore o cambiare per puntare ancora più in alto?

Piemonte Sport