
L’Epifania accende la Coppa Italia di Eccellenza e consegna una prima pagina divisa, fatta di esultanze e rimpianti. Da una parte il Cuneo Olmo, che vince 2-1 contro il Volpiano Pianese nella semifinale giocata al Paschiero e mette un piede nella storia recente del torneo. Dall’altra l’Alessandria, che al Moccagatta non va oltre lo 0-0 contro il Borgosesia, rimandando tutto al ritorno dopo una gara dominata ma senza gol.
Il volto dell’Epifania di Coppa è ancora una volta quello di Federico Nacci. Il suo nome è ormai una costante: rientrato in Eccellenza dopo anni trascorsi tra Serie D e Serie C, sta vivendo una stagione semplicemente incredibile, per continuità e peso specifico. Anche nella semifinale non manca l’appuntamento, sbloccando la partita e confermandosi decisivo in una competizione che non perdona distrazioni. Il Cuneo soffre, viene ripreso, ma reagisce subito e porta a casa una vittoria che profuma di finale.
È una Coppa che, per i biancorossi, sta diventando il palcoscenico ideale per raccontare una squadra matura, concreta, capace di colpire nei momenti chiave. E dentro questo racconto, Nacci è molto più di un marcatore: è il simbolo di un ritorno di categoria che non ha nulla di nostalgico, ma tutto di dominante.
Scenario opposto ad Alessandria, dove la semifinale di Epifania si chiude senza reti. I Grigi mancano il gol per la seconda gara consecutiva, dopo lo stop del 14 dicembre contro la Cheraschese, ma questa volta il risultato non fotografa fino in fondo l’andamento della partita. L’Alessandria crea, spinge, colpisce un palo e assedia l’area avversaria, trovando però davanti a sé un ostacolo insormontabile.
Il fattore che cambia la storia della gara ha un nome preciso: Salina. Il numero uno granata firma una prestazione da copertina, fatta di interventi decisivi e parate che tengono in equilibrio una semifinale che, senza di lui, avrebbe probabilmente preso un’altra direzione. Non è una questione di sterilità offensiva, ma di un portiere capace di trasformare lo 0-0 in un risultato pesantissimo in vista del ritorno.
L’Epifania di Coppa racconta così due storie che si incrociano senza toccarsi. A Cuneo esplode l’entusiasmo per una vittoria che avvicina la finale, trascinata da un protagonista fuori categoria. Ad Alessandria resta il rammarico per un gol che non arriva, ma anche la consapevolezza di aver trovato sulla propria strada un avversario decisivo tra i pali. La Coppa Italia di Eccellenza è entrata nel vivo, e il giorno della Befana ha già lasciato il segno.
