PIANEZZA. Progettualità e concretezza: sono questi gli aggettivi che meglio descrivono Tobia Giordano, Direttore Sportivo del Torino Women e volto noto del panorama calcistico piemontese. Storico Direttore Generale della Femminile Juventus, Giordano si era allontanato dai campi per una stagione, prima di tornare nello staff della società granata.
Un ritorno non solo vincente – complice la conquista della Coppa Italia Eccellenza e della promozione in Serie C – ma anche uno storico ricongiungimento con mister Stefano Serami. I due, infatti, collaborano insieme da anni, formando un duo capace stagione dopo stagione di valorizzare numerose giocatrici nel panorama piemontese.
Tobia Giordano è intervenuto ai microfoni di Piemonte Sport in un’intervista esclusiva per parlare della stagione ormai agli sgoccioli, del futuro e del progetto legato alla crescita del settore giovanile.
“Siamo stati fortunati, perché abbiamo costruito la squadra giusta e questo, a inizio stagione, rappresenta sempre un’incognita – esordisce Giordano, senza nascondere le difficoltà iniziali – Quando abbiamo iniziato questo progetto avevamo solamente una giocatrice tesserata, pertanto già formare la rosa è stata una grande impresa. Questa squadra mi ha dato grandi soddisfazioni, ma ho a disposizione atlete con qualità importanti, guidate da uno staff estremamente competente: potevamo soltanto perdere noi questo campionato”.
Una squadra che, come sottolineato dal direttore, ha ottenuto tutto ciò che poteva conquistare. Il prossimo impegno delle granata sarà il 17 maggio in Coppa Italia Nazionale contro la Sampdoria, una società che non ha bisogno di presentazioni e che negli ultimi anni sta cercando di costruire un nuovo progetto ambizioso per riportare in alto il calcio femminile ligure.
“Sarà una sfida affascinante e molto impegnativa contro la Sampdoria. È una partita difficile, ma che ci stimola, perché la formazione ligure ha nella propria rosa giocatrici di grandissima qualità”.
Giordano analizza con lucidità le difficoltà della gara, senza però perdere di vista gli altri obiettivi stagionali: “Proveremo a fare del nostro meglio, poi ci focalizzeremo sulla Supercoppa contro l’Alessandria: anche questo è un obiettivo che vogliamo conquistare. Vogliamo concludere l’anno con risultati importanti”.
Con la stagione ormai vicina alla conclusione, è inevitabile guardare al futuro del direttore sportivo granata, che dopo tanti anni ha riconquistato la possibilità di disputare un campionato nazionale. “Futuro? Parlerò con la società e vedremo se riusciremo a trovare una quadra per portare avanti progetti condivisi. Credo che la Serie C sia la Serie A delle società dilettantistiche: i passi successivi a questa categoria sono enormi e richiedono alle spalle una realtà semi-professionistica. La Serie C è un campionato difficile e sarà una stagione molto impegnativa, anche considerando le squadre promosse dall’Eccellenza: alcune sono particolarmente attrezzate e di alto livello”.
L’obiettivo, però, resta chiaro: “Vogliamo che la squadra mantenga serenamente la categoria. Dovremo fare valutazioni su atlete e membri dello staff, affinché tutti possano portare un valore aggiunto al progetto. Una volta comprese le dinamiche della categoria, allora negli anni si potrà pensare concretamente a un progetto ancora più ambizioso.
La differenza tra Eccellenza e Serie C si percepisce soprattutto nei primi mesi: l’adattamento sarà fondamentale”.
Infine, il direttore sposta l’attenzione sul progetto giovanile, tema sempre più centrale nel dibattito calcistico italiano. “Progetto giovani? Fino alla scorsa stagione il nostro settore giovanile era praticamente inesistente. Quest’anno, un’atleta alla volta, abbiamo creato un gruppo Under 15 molto vario, iscrivendolo in un campionato CSI proprio per avere meno vincoli. “Vogliamo ampliare il settore giovanile, inserendo le varie categorie nei campionati FIGC e strutturando un vero e proprio percorso di crescita. Non sono mai stato uno che prende squadre intere in blocco: preferisco iniziare da una ragazza alla volta. Quest’anno siamo partiti con due ragazzine e siamo arrivati a quattordici: è una piccola, grande soddisfazione. Ho sempre creduto nelle giovani calciatrici e non penso esista un’età precisa per essere pronti a giocare in prima squadra. Lo dimostra il fatto che in rosa abbiamo anche due ragazze classe 2010. Non ho mai avuto preclusioni nei confronti dei settori giovanili”.


