
OVADA. La stagione dell’Ovadese si è improvvisamente complicata nel momento più delicato. La sconfitta interna di domenica, unita alla vittoria in extremis della Pro Dronero, arrivata al 90’ su rigore contro la Pro Villafranca, ha cambiato gli equilibri della zona salvezza e costretto i biancostellati a inseguire.
Il sorpasso dei cuneesi ha infatti ribaltato la situazione: oggi la Pro Dronero è matematicamente salva, mentre la squadra di Carosio si ritrova in posizione di playout, con lo spareggio contro l’Acqui già delineato per il 17 maggio al Geirino.
Una prospettiva che fino a pochi giorni fa sembrava evitabile, ma che ora è diventata lo scenario più concreto. Eppure, non tutto è perduto.
Resta infatti una possibilità, sottile ma reale, di salvezza diretta. Tutto si deciderà negli ultimi novanta minuti del campionato, in programma domenica 3 maggio. Il problema è che il calendario non fa sconti.
L’Ovadese sarà chiamata a una delle trasferte più difficili dell’intera stagione, sul campo del Cuneo Olmo, squadra in piena corsa per i playoff e attualmente seconda in classifica a pari punti con il Fossano. Un avversario motivato, in lotta per un obiettivo importante e davanti al proprio pubblico.
Non basterà vincere. Perché, a causa degli scontri diretti sfavorevoli con la Pro Dronero, anche un arrivo a pari punti non sarebbe sufficiente. L’unica combinazione possibile per evitare i playout è quella più complicata: espugnare Cuneo e sperare contemporaneamente in un passo falso della Pro Dronero, impegnata sul campo del Centallo.
Un intreccio di risultati che rende la missione ai limiti dell’impossibile. Una montagna da scalare, senza appigli evidenti.
Ma è proprio questo il punto su cui l’Ovadese vuole aggrapparsi. Perché, come ricordato anche dall’ambiente biancostellato, questa squadra ha passato l’intera stagione a rincorrere, a soffrire, a lottare contro pronostici sfavorevoli.
Quella di domenica sarà forse la prova più dura. La “montagna” più alta, quella che sembra insormontabile. Ma nel calcio, soprattutto negli ultimi novanta minuti di un campionato, nulla è mai scritto fino in fondo.
All’Ovadese servirà una partita perfetta. E poi servirà guardare gli altri campi. Con la consapevolezza che, anche stavolta, provarci è l’unica strada possibile.
