
CAMPOBASSO. Non è più tempo di calcoli. Non è più tempo di errori. Per il Bra inizia oggi la prima delle ultime tre finali di una stagione lunga, complicata, ma ancora aperta.
Al “Molinari Stadium” di Campobasso, i giallorossi scendono in campo per la 36ª giornata di Serie C con un solo obiettivo: restare aggrappati alla salvezza. Fischio d’inizio alle 14:30, in una sfida che sulla carta appare proibitiva, ma che per il Bra vale molto più di tre punti.
Un segnale da confermare. La vittoria contro il Forlì ha cambiato l’inerzia. Non solo per il risultato, ma per come è arrivata. Sotto dopo appena tre minuti, il Bra ha avuto la forza di reagire, ribaltando la gara con Lionetti e Milani e ritrovando un successo che mancava da oltre due mesi.
Un segnale di vita, forse il più importante nel momento più delicato. Perché prima c’era stato anche il pareggio sul campo del Pontedera, ultimo in classifica, risultato che aveva lasciato più rimpianti che certezze.
Ora, però, non basta più dimostrare. Serve continuità.
Classifica e scenari. Il Bra è penultimo con 30 punti, a sei lunghezze dalla salvezza diretta. Un margine che, con sole tre partite ancora da giocare, rende l’obiettivo quasi proibitivo.
Molto più realistico pensare ai playout, dove – regolamento alla mano – i giallorossi oggi avrebbero buone possibilità di giocarsi tutto nello spareggio salvezza.
Ma attenzione: la classifica resta corta e fragile. Bastano pochi risultati per cambiare tutto. Ecco perché la sfida di Campobasso diventa fondamentale, anche solo per difendere la possibilità di arrivare agli spareggi.
L’ostacolo più difficile. Il Campobasso rappresenta forse il peggior avversario possibile in questo momento. I molisani sono quarti con 52 punti, pienamente in corsa per i playoff e reduci da un periodo di grande forma: sei vittorie nelle ultime otto partite, con una sola sconfitta.
Una squadra che segna tanto (47 reti, quarto miglior attacco del girone) e che ha nel suo uomo simbolo Alfredo Bifulco, già a quota 13 gol, una delle armi più pericolose.
In casa, poi, il Campobasso ha costruito gran parte delle proprie fortune e difficilmente concede spazi.
Una partita da uomini. Il divario in classifica è evidente, ma in partite come queste conta altro. Conta la testa, la gestione dei momenti, la capacità di restare dentro la gara anche quando sembra sfuggire.
Il Bra lo ha dimostrato contro il Forlì. Ora deve ripetersi, contro un avversario di livello superiore, in un contesto completamente diverso.
All’andata furono i piemontesi a imporsi per 2-0, una delle migliori prestazioni stagionali. Un ricordo che può dare fiducia, ma che oggi conta fino a un certo punto.
L’inizio della volata. Campobasso oggi, poi due partite per chiudere. Tre tappe per decidere una stagione. Il Bra sa che la salvezza diretta è appesa a un filo. Ma sa anche che tutto è ancora possibile, almeno fino a quando la matematica lo permetterà.
E allora sì, è davvero la prima finale. Perché adesso ogni partita vale doppio. E ogni punto può cambiare il destino.
