
ROMENTINO. Dodici mesi possono cambiare tutto. Nel calcio, come nella vita. E la parabola della Novaromentin è forse l’esempio più evidente di quanto rapidamente si possa passare dall’entusiasmo alla delusione.
Un anno fa i biancorossiverdi erano la sorpresa del Girone A di Serie D. Secondo posto alle spalle del Bra, un percorso straordinario e la ciliegina sulla torta rappresentata dalla vittoria dei playoff. Una stagione che aveva acceso entusiasmo, prospettive e ambizioni.
Oggi lo scenario è completamente diverso. La Novaromentin occupa l’ultimo posto in classifica, una posizione mantenuta praticamente fin dalle prime giornate. A cinque turni dalla fine, i 20 punti raccolti fin qui raccontano un campionato complicato, fatto di difficoltà, crescita forzata e pochi margini di errore.
La distanza dalla zona playout è di sette punti, con l’Asti primo riferimento da inseguire. Un divario importante, che rende la rincorsa sempre più difficile, anche se non ancora aritmeticamente impossibile.
Le ragioni di questa stagione vanno ricercate in diversi fattori. Su tutti, la scelta di puntare su una rosa molto giovane, che ha dovuto confrontarsi con un campionato duro, competitivo, senza sconti. Una squadra che ha lottato, che in alcune occasioni è riuscita anche a togliersi qualche soddisfazione, ma che alla lunga ha pagato inesperienza e mancanza di continuità.
Eppure, nonostante la classifica, il percorso non è stato privo di segnali positivi. La Novaromentin ha mostrato spirito, identità e voglia di crescere, elementi che potrebbero rappresentare una base importante per il futuro, qualunque sia la categoria.
Ora restano cinque partite, cinque ultime possibilità per provare a riaprire un discorso che appare complicato. Servirà qualcosa di più di una semplice impresa sportiva. Servirà crederci fino in fondo.
Perché se è vero che nel calcio tutto può cambiare in un anno, è altrettanto vero che, a volte, basta una scintilla per cambiare anche il finale di una stagione.
