
ALESSANDRIA. Ci sono giocatori che segnano. E poi ci sono quelli che scelgono quando farlo. Mattia Piana appartiene alla seconda categoria. Non è solo una questione di numeri, ma di peso specifico. Perché i suoi gol arrivano sempre quando serve davvero.
È successo ancora una volta. Nel giorno della promozione dell’Alessandria, nella partita più importante della stagione, contro l’Albese, è stato lui a sbloccare tutto. Un gol che vale una stagione, che apre la strada alla Serie D e che, ancora una volta, porta la sua firma.
Non è un caso. È una storia che si ripete. Perché cinque anni fa, in un’altra promozione, in un altro contesto, c’era sempre lui. Stagione 2020/21, quella segnata dal Covid, girone B di Eccellenza ridotto, campionato anomalo. Eppure l’Asti di Montanarelli trova in Piana il proprio uomo copertina: 8 gol in 11 partite, una media impressionante, ma soprattutto una capacità unica di incidere nei momenti chiave, come la rete messa a segno nel 3-1 contro il Chisola, gara che riportò i Galletti in D.
Oggi il contesto è diverso. L’esperienza è aumentata, il ruolo è cambiato. Classe 1988, Piana non è più il giovane protagonista di allora, ma un attaccante maturo, consapevole, capace di leggere le partite e di incidere anche partendo dalla panchina. Con Alberto Merlo ha saputo ritagliarsi uno spazio prezioso, alternando presenze da titolare a ingressi decisivi, sempre con lo stesso impatto.
Il risultato è chiaro: doppia cifra in campionato e, soprattutto, il gol più importante. Quello che ha sbloccato la gara contro l’Albese, quello che ha acceso il “Moccagatta”, quello che ha indirizzato definitivamente la promozione.
Ma ridurre tutto ai numeri sarebbe limitante. Piana è molto di più. È spirito, è sacrificio, è presenza. È uno di quei giocatori che il pubblico riconosce e apprezza, perché sa cosa dà alla squadra, anche quando non segna.
E poi, quando arriva il momento decisivo, lui c’è. Per questo oggi si prende una parte importante della copertina. In una stagione perfetta per l’Alessandria, fatta di dominio e certezze, il suo nome torna al centro della scena. Non per caso, ma per abitudine.
Perché Mattia Piana, in fondo, ha sempre fatto così: segnare quando conta davvero.
