
TORTONA. C’è un dato che racconta meglio di qualsiasi analisi il momento del Derthona. Se si prendono in considerazione solo le partite casalinghe, i bianconeri sarebbero ultimi in classifica. Un paradosso che, a questo punto della stagione, pesa come un macigno.
Perché il Derthona non è una squadra da fondo classifica in senso assoluto. I numeri complessivi lo dimostrano: 32 punti in 28 giornate, una posizione che lo tiene appena fuori dalla zona più calda. Ma è proprio il rendimento interno a fare la differenza, in negativo. Al “Coppi” i bianconeri non riescono a costruire quel fortino che spesso rappresenta la chiave della salvezza.
Al contrario, lontano da casa, la squadra ha mostrato un volto diverso, più solido e concreto. Un rendimento quasi ribaltato, che però non basta a compensare le difficoltà casalinghe. E così nasce una classifica fragile, corta, pericolosa.
Il pareggio nell’ultimo turno contro l’Asti è l’emblema di questa stagione. Il Derthona era riuscito a passare in vantaggio nel derby, dando l’impressione di poter portare a casa tre punti pesantissimi. Poi, nel finale, la beffa: il gol subito negli ultimi minuti che vale l’1-1 e che lascia più rimpianti che certezze.
Un punto che muove la classifica, ma non basta. Perché alle spalle le squadre corrono e la zona playout ora dista appena due lunghezze. Un margine minimo, che impone attenzione massima nelle ultime sei giornate.
La sensazione è che il destino del Derthona passi proprio da qui: invertire il trend interno. Ritrovare solidità, punti e fiducia davanti al proprio pubblico. Perché in un campionato così equilibrato, dove ogni dettaglio può fare la differenza, non sfruttare il fattore campo diventa un limite troppo grande.
Il tempo non è ancora finito, ma le possibilità si stanno assottigliando. E quel dato, così anomalo quanto reale, è oggi il vero nodo da sciogliere. Il Derthona è chiamato a cambiare marcia. Subito.
