Perché se il girone d’andata aveva raccontato una squadra brillante, continua e capace di giocarsi addirittura il primo posto, oggi il Chisola appare più fragile, meno incisivo. I risultati parlano chiaro: la vittoria manca da un mese, dal 2-0 sul Celle Varazze del 22 febbraio. Da lì in avanti, un rendimento altalenante che ha rallentato la corsa.
La gara contro il Club Milano ha evidenziato proprio questo. Un primo tempo sottotono, con un approccio sbagliato che ha indirizzato subito la partita. “Abbiamo pagato un approccio troppo molle – ha spiegato Nicola Ascoli nel post gara – e non siamo stati bravi a interpretare il tipo di partita che stavamo giocando”. Parole nette, che fotografano bene le difficoltà della squadra.
Il tecnico non cerca alibi, nemmeno nella scelta di schierare tanti giovani: “Eravamo consapevoli del rischio, ma questo non giustifica l’atteggiamento. Sapevamo quanto fosse importante questa partita”. Un richiamo chiaro alla necessità di ritrovare subito concentrazione e identità.
E ora arriva il momento della verità. Il prossimo turno propone lo scontro diretto proprio contro il Sestri Levante. Una partita che, all’andata, valeva addirittura la vetta della classifica per i vinovesi. Oggi, invece, pesa per il quarto posto. Uno scenario diverso, ma con la stessa importanza.
Nonostante il momento, però, il bilancio complessivo resta positivo. Il Chisola ha costruito una stagione di valore, andando oltre le aspettative e restando stabilmente nelle zone alte della classifica. Il calo del 2026 non cancella quanto fatto, ma impone una reazione.
Serve ritrovare continuità, fame e risultati. Perché il traguardo è ancora lì, a portata. E questa squadra ha già dimostrato di poterci arrivare.