lunedì, Marzo 23 2026

Alessandria, il trionfo di un progetto: dalla Promozione alla Serie D senza sbagliare un colpo

di Andrea Musacchio
23 Marzo 2026 2 min lettura
Foto Paolo Baratto

ALESSANDRIA. Non è solo una promozione. È la dimostrazione che un progetto, quando è costruito nel modo giusto, può funzionare davvero. L’Alessandria torna in Serie D dopo aver dominato l’Eccellenza, ma la sensazione è che questo risultato fosse scritto già da tempo, da quando la società ha iniziato a mettere le basi con lucidità e coerenza.

Lo avevamo raccontato settimane fa: i grigi non sono arrivati in vetta per caso. Persone giuste nei ruoli giusti, idee chiare, pochi proclami e tanto lavoro. Un’identità costruita giorno dopo giorno, che ha portato a una stagione semplicemente straordinaria.

Il ritorno tra i dilettanti “che contano” arriva dopo due anni vissuti con umiltà, partendo dal basso e sporcandosi le mani. Prima la Promozione, poi l’Eccellenza: due campionati vinti entrambi al primo tentativo. Un percorso netto, che racconta la forza di una società capace di programmare e di non perdere mai la direzione.

Tra i protagonisti di questa risalita c’è senza dubbio Alberto Merlo. Arrivato in corsa nella scorsa stagione, ha saputo subito trovare la chiave giusta, portando i grigi alla vittoria e togliendosi anche la soddisfazione di battere gli storici rivali del Casale. Quest’anno, poi, ha completato l’opera: in un girone che alla vigilia sembrava competitivo e ricco di pretendenti, l’Alessandria ha preso il comando fin dalla prima giornata e non lo ha mai più lasciato.

Un dominio che si è esteso anche alla Coppa Italia, altro segnale di una squadra capace di mantenere altissimo il livello su più fronti. Una stagione da dieci pieno, forse anche di più.

Ma il risultato più importante potrebbe non essere nemmeno quello visto in campo. Perché l’Alessandria, nel frattempo, ha seminato. Ha lavorato sul settore giovanile, ha investito nelle infrastrutture e, soprattutto, è riuscita a ricucire il legame con la propria gente. I tifosi, mai davvero mancati, sono tornati a sentirsi parte di qualcosa, trascinati da un senso di appartenenza che in questi due anni difficili non si è mai spezzato.

Adesso arriva il momento di respirare, di godersi un traguardo meritato. Ma la stagione non è ancora finita. Tra tre settimane si tornerà in campo, il 12 aprile a Chieri, mentre il 15 aprile ci sarà la semifinale di ritorno di Coppa Italia a Montecchio.

L’ultimo sforzo, per provare a rendere perfetta un’annata che, già oggi, ha un valore enorme. E che può ancora diventare indimenticabile.

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