
Nel corso dell’ultima riunione del Consiglio della FIFA, è stata introdotta una nuova regolamentazione che riguarda tutte le competizioni femminili organizzate dall’organo internazionale, sia a livello di nazionali che di club.
La norma stabilisce che ogni squadra dovrà includere almeno due donne nello staff presente in panchina, con l’obbligo che una di esse ricopra il ruolo di allenatrice o vice allenatrice.
La prima competizione in cui questa novità entrerà in vigore sarà la FIFA U20 Women’s World Cup, in programma a settembre in Polonia, che rappresenterà un banco di prova immediato per l’applicazione della riforma.
Per favorire l’adeguamento da parte delle squadre, la FIFA ha previsto un sistema di supporto diretto nei confronti delle realtà che dovessero incontrare difficoltà, anche di natura economica. L’obiettivo è garantire il rispetto della norma senza creare disparità tra le partecipanti.
Allo stesso tempo, non sarà richiesto ai club o alle federazioni di sostituire membri maschili già presenti nello staff: le società potranno ampliare l’organico, purché venga rispettato il nuovo requisito, che sarà formalmente inserito nei criteri di ammissione alle competizioni.
Sulla questione è intervenuta anche Carolina Morace, che ha accolto con favore la decisione:
“La FIFA ha finalmente introdotto una norma per cambiare le cose nel calcio delle donne”, ha dichiarato, sottolineando come si tratti di un passaggio necessario per l’evoluzione del movimento.
Una norma che segna una rivoluzione epocale nel mondo del calcio femminile, favorendo l’inclusione delle figure femminili negli staff, ancora oggi purtroppo troppo poco presenti. E, come tutte le rivoluzioni, questa decisione farà certamente discutere una larga fetta degli addetti ai lavori.
