
PIANEZZA. Il Lascaris guarda avanti con convinzione, forte di un’identità chiara e di un progetto che continua a dare risposte sul campo e fuori. A ribadirlo è il presidente Vincenzo Gaeta, intervenuto ai microfoni della società bianconera, tracciando un bilancio ma soprattutto delineando la visione futura del club.
“Il Lascaris non è mai stato così vivo”, è il messaggio che emerge con forza. Una realtà solida, costruita su entusiasmo e continuità, che arriva da una stagione ricca di soddisfazioni: record di punti nel trofeo “SuperOscar”, festeggiamenti per i 70 anni di storia, numerosi titoli regionali e lo scudetto Under 17. Successi importanti, ma che per la società non rappresentano un punto d’arrivo, bensì la conferma di un percorso intrapreso nella direzione giusta.
Al centro del progetto c’è un’idea precisa di calcio. “Il nostro obiettivo non è solo vincere partite, ma costruire calciatori e uomini”, sottolinea Gaeta. Una visione che punta a fare del Lascaris un riferimento non solo sportivo, ma anche educativo. Non conta soltanto il risultato finale, ma il percorso che porta alla crescita dei ragazzi, dentro e fuori dal campo.
Un modello che trova riscontro anche nella prima squadra. In questa stagione, infatti, il Lascaris ha dato spazio concreto al proprio vivaio, con diversi giovani inseriti stabilmente nel gruppo. “Abbiamo sei ragazzi del nostro settore giovanile in prima squadra: questa è la nostra più grande vittoria”, spiega il presidente. Il tutto accompagnato da un campionato di alto livello, che vede i bianconeri protagonisti nella zona playoff.
Grande attenzione anche alla formazione scolastica. Il progetto delle borse di studio rappresenta un altro pilastro dell’attività societaria: premiare i ragazzi che si distinguono anche tra i banchi significa trasmettere un messaggio chiaro, ovvero che studio e valori umani vengono prima di tutto. Un modo per educare gli atleti a una crescita completa, dove l’impegno è riconosciuto in ogni ambito della vita.
Dietro ai risultati, poi, c’è una struttura organizzativa solida. “Il Lascaris è una famiglia professionale”, racconta Gaeta, evidenziando il lavoro quotidiano di dirigenti, allenatori, preparatori e volontari. Una macchina ben oliata, dove ogni figura contribuisce con un unico obiettivo: mettere i ragazzi al centro del progetto.
Nel finale, il presidente rivolge un pensiero a tutto l’ambiente bianconero. Un ringraziamento allo staff, definito il “motore instancabile” della società, ai genitori per la fiducia e ai ragazzi, invitati a continuare a sognare. Perché i trofei, sottolinea Gaeta, sono solo la conseguenza naturale del percorso. Il Lascaris, oggi, è questo: risultati, certo. Ma soprattutto identità, visione e futuro.
