
VINOVO. Al “Recaro Football Center” di Vinovo si assiste a un derby piemontese che di certo non passerà negli annali calcistici per bellezza estetica o realizzazioni di alta fattura. Un pareggio che accontenta e allo stesso tempo scontenta entrambe le formazioni. Di per sé la gara risulta giocata a ritmi discreti, ma sono le difese ad avere sempre la meglio, come capita al Saluzzo, intento sia a distruggere il gioco avversario (Faridi sugli scudi), sia a effettuare ficcanti ripartenze.
I padroni di casa (il play D’Iglio a tutto campo), come al solito manovrieri nella loro geometrica idea di occupazione degli spazi, non vanno oltre a delle sporadiche sgasate dell’esterno mancino Favale.
Al 20’ primo errore di uno dei due portieri titolari. Corner innocuo per gli ospiti, Lovaglio calcia forte alla destra della porta del Chisola, inspiegabilmente nessun vinovese sul primo palo e l’estremo difensore Fresia, a pugni uniti, butta la sfera nella propria porta.
Stentata la reazione dei padroni di casa, innervositi dal gioco maschio degli avversari, e solo al 44’ con il solito Favale, dopo un lancio di trenta metri da parte di capitan Benedetto, aggancia la sfera incollandosela al piede e lascia partire un tiro a giro che manca di mezzo metro il bersaglio grosso.
Nella ripresa il Chisola accentua la spinta offensiva anche grazie ai cambi effettuati da mister Ascoli. Il portiere di casa si riscatta con una parata miracolosa al 22’, togliendo la sfera dal sette dopo un bel colpo di testa di Valenti.
A dodici minuti dalla fine arriva il regalo impacchettato dal portiere 2008 saluzzese Vesapier: sfugge al controllo dei suoi piedi il pallone, che giunge al subentrato Mazzotta, il quale incredulo ma felice deposita in fondo al sacco.
Nei minuti finali le scaramucce sono poche, con nessuna azione di rilievo ma tanta voglia di andare sotto la doccia.
Nulla cambia in classifica per il Chisola, in piena zona playoff con un quarto posto meritatissimo e un punto guadagnato sul Sestri Levante oggi sconfitto.
Per il Saluzzo di mister Cacciatore, nonostante la lontananza dalla zona playoff, resta la vera mina vagante del girone, giocando un calcio arguto e tatticamente di primo piano.
