giovedì, Marzo 5 2026

Bra e Albese studiano il futuro insieme: nasce il progetto di una nuova squadra del territorio

di Rossella Iannone
5 Marzo 2026 3 min lettura

ALBA. Una nuova squadra per rappresentare il territorio tra Langhe e Roero. È questa l’idea annunciata dai presidenti Giacomo Germanetti (A.C. Bra) e Maxim Pioggia (Albese 1917) durante una conferenza stampa organizzata all’Hotel Calissano di Alba, dove i due dirigenti hanno svelato la volontà di avviare un progetto comune tra le due società.

L’obiettivo è chiaro: unire le forze per costruire una realtà più forte e strutturata, capace di sostenersi nel tempo e di competere ad alto livello. Il punto di partenza sarebbe la matricola del Bra, attualmente iscritta al campionato di Serie C, che potrebbe diventare la base sportiva della nuova entità.

Un progetto per il territorio. Non si parla ancora di fusione ufficiale, né di un’operazione definita nei dettagli. I due club, però, hanno tracciato una direzione precisa: creare una squadra che possa rappresentare un’area più ampia, coinvolgendo sponsor, istituzioni e tifosi.

Il presidente dell’Albese Maxim Pioggia ha spiegato con entusiasmo la visione del progetto:
“Credo molto in questa possibilità. È chiaro che il valore massimo di questa idea si avrebbe se il Bra riuscisse a mantenere la categoria, ma anche nel caso contrario il progetto non si fermerebbe”.

L’intenzione è quella di costruire qualcosa di sostenibile, capace di durare nel tempo e di radicarsi nel territorio.

La questione tifosi. Uno dei temi inevitabili riguarda il rapporto con le tifoserie delle due città. Unire due storie calcistiche diverse non è mai semplice, ma secondo il presidente del Bra Giacomo Germanetti i tempi sono maturi.

“Questa idea nasce per il bene di tutti. I tifosi, alla fine, vogliono vedere una squadra competitiva e di livello. In altre realtà, soprattutto in Veneto, operazioni simili hanno funzionato. Non sempre va così, ma bisogna provarci”.

L’idea, quindi, è quella di superare i confini delle singole città per creare una squadra che rappresenti l’intero territorio.

Lo stadio: Alba in pole. Un altro nodo centrale riguarda lo stadio. L’ipotesi più concreta, al momento, porta ad Alba, dove l’impianto di San Cassiano presenta meno ostacoli burocratici per l’omologazione e potrebbe essere adeguato in tempi relativamente brevi.

L’amministrazione comunale avrebbe già manifestato la propria disponibilità a sostenere il progetto. La ristrutturazione dello stadio di Bra, invece, sarebbe stata accantonata: i tempi tecnici non permetterebbero di completare i lavori in tempo utile per la prossima stagione.

Entro la fine del campionato, infatti, la Lega Pro dovrà sapere dove la squadra giocherà il prossimo torneo.

Nome e colori ancora da decidere. Per ora restano aperte anche le questioni identitarie: nome della squadra e colori sociali non sono ancora stati definiti.

Pioggia ha lasciato intravedere una possibile direzione: “Se si giocherà ad Alba e saranno soprattutto i tifosi del Bra a muoversi, il giallorosso potrebbe restare. Anche il nome ‘Albra’ potrebbe funzionare, ma se la squadra dovrà rappresentare tutto il territorio bisognerà ragionare con calma”.

Unione, fusione o collaborazione: la forma definitiva è ancora tutta da definire. La sostanza, però, è già chiara. Bra e Albese stanno provando a immaginare una nuova realtà calcistica, più grande e ambiziosa, per il futuro del calcio nel territorio.

 

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