
BORGARO. Il cambio in panchina non è soltanto una scelta di continuità, ma una mossa necessaria per invertire una tendenza. Con il ritorno di Raffaele Lapiccirella alla guida tecnica, il Borgaro affida al suo nuovo – vecchio – allenatore un compito chiaro: tornare a vincere.
L’ultimo successo dei gialloblù risale al 18 gennaio, quando arrivò la vittoria in trasferta contro il Verbania. Da quel momento, la squadra non è più riuscita a trovare i tre punti: quattro sconfitte e due pareggi hanno rallentato bruscamente la corsa, facendo scivolare il Borgaro fino al nono posto in classifica.
Un rendimento che ha progressivamente eroso entusiasmo e margine di sicurezza. Se fino a metà gennaio la stagione sembrava in linea con le aspettative, l’ultimo mese e mezzo ha raccontato una squadra meno incisiva, meno continua, incapace di chiudere le partite nei momenti decisivi.
Numeri che spiegano la scelta. Quattro ko e due pari non sono soltanto un dato statistico: sono un segnale. Il Borgaro ha perso compattezza, ha faticato a gestire i vantaggi e, soprattutto, ha smarrito quella solidità che ne aveva caratterizzato la prima parte di stagione.
Il nono posto non è una posizione drammatica, ma rappresenta un campanello d’allarme in un campionato dove gli equilibri sono sottilissimi. Bastano due risultati negativi per ritrovarsi a guardare con preoccupazione la parte bassa della classifica.
Ecco perché la società ha scelto di affidarsi a Lapiccirella: conoscenza dell’ambiente, esperienza e capacità di lavorare sull’aspetto mentale, prima ancora che tattico.
Ritrovare identità e fiducia. Il primo obiettivo non sarà rivoluzionare, ma ricompattare. Ritrovare equilibrio tra i reparti, recuperare certezze, riportare serenità nello spogliatoio.
Il digiuno di vittorie pesa più nella testa che nelle gambe. E in questo senso il lavoro del nuovo tecnico sarà soprattutto psicologico: ridare convinzione a un gruppo che ha dimostrato di avere valori, ma che nelle ultime settimane ha perso brillantezza.
Lapiccirella dovrà riaccendere l’entusiasmo, restituire aggressività e concretezza. Perché il Borgaro non può permettersi di restare in una terra di mezzo pericolosa, sospeso tra ambizioni e timori.
Il momento della verità. Il calendario non concede sconti e il campionato entra nella fase decisiva. Tornare alla vittoria significherebbe cambiare immediatamente l’inerzia, rimettere distanza tra sé e le zone calde e magari riaccendere anche qualche ambizione più alta.
Il messaggio è chiaro: serve una scossa. Lapiccirella torna per questo. Per interrompere un digiuno che dura dal 18 gennaio. Per riportare il Borgaro dove può e deve stare. E per trasformare un momento complicato in un nuovo punto di partenza.
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