
ALESSANDRIA. Prima in classifica con 59 punti, tredici lunghezze di vantaggio sulle inseguitrici, qualificata ai quarti di finale della Coppa Italia nazionale di Eccellenza. L’Alessandria sta vivendo una stagione che, settimana dopo settimana, assume i contorni di qualcosa di speciale.
Il successo per 2-1 sul campo del Centallo non è solo un’altra vittoria in archivio: è l’ennesima prova di maturità di una squadra che sa colpire, soffrire e gestire. E che ora guarda con ambizione anche al doppio confronto europeo… pardon, nazionale, contro la Juventina Sant’Andrea: andata il 4 marzo a Gorizia, ritorno l’11 al Moccagatta.
Un altro esame superato
Centallo era una tappa insidiosa. Campo difficile, avversario organizzato, fatica accumulata in Coppa. Eppure i Grigi hanno indirizzato la partita con la forza delle grandi squadre.
Dopo appena quattro minuti la punizione di Nicco crea scompiglio, Camara rimette in mezzo e Alessio Cargiolli è il più rapido di tutti: tap-in vincente e partita già in salita per i padroni di casa.
Il Centallo prova a reagire e sfiora il pari con Monge, in un’azione accompagnata dalle proteste per un possibile rigore. Ma è ancora Cargiolli, al 33’, a colpire: pallonetto elegante su Guardalben, 2-0 e doppietta personale. Due gol diversi, stessa firma, stessa sensazione di controllo.
La gestione, poi la solidità
Nella ripresa l’Alessandria ha l’occasione per chiudere i conti con Diop, ma al 18’ è il Centallo ad accorciare con Monge, bravo a trovare la deviazione giusta. La gara cambia ritmo.
Merlo interviene dalla panchina: dentro Cociobanu e Piana per Vanegas e Cargiolli, poi Cirio per Diop, con il passaggio alla difesa a quattro. I Grigi arretrano il baricentro, anche complice la fatica, ma concedono poco o nulla.
Colla, di fatto, non è chiamato a interventi decisivi. La sofferenza è più percepita che reale. E al triplice fischio, ancora una volta, è festa grigia.
Numeri da capolista
Con questa vittoria l’Alessandria sale a 59 punti in 23 giornate: 19 successi, 62 gol fatti, 17 subiti. Numeri che raccontano un dominio tecnico ma anche mentale.
Il +13 su Albese e Cuneo Olmo non è solo un margine rassicurante: è il segnale di una continuità quasi feroce. Ogni potenziale trappola è stata affrontata con personalità. Ogni momento complicato è stato assorbito.
E il dato forse più significativo è la capacità di vincere anche quando non si è brillanti per 90 minuti. Centallo lo dimostra: avanti subito, poi gestione, poi pragmatismo.
Doppio fronte, stessa ambizione
Come se non bastasse il primato in campionato, l’Alessandria è anche ai quarti di finale della Coppa Italia nazionale.
Ad attenderla c’è la Juventina Sant’Andrea: primo atto il 4 marzo a Gorizia, ritorno l’11 marzo al Moccagatta. Un doppio confronto che misura la dimensione reale di questa squadra anche fuori dai confini regionali.
Dopo un anno e mezzo di purgatorio nel calcio regionale, Alessandria sta lentamente ricostruendo la propria identità. Non è ancora il palcoscenico che la storia del club racconta, ma è un percorso coerente, ambizioso, strutturato.
Una squadra, una città
Il segreto? Non solo i numeri. C’è la sensazione di un gruppo compatto, di una guida tecnica lucida, di un ambiente che ha ritrovato fiducia.
Cargiolli simbolo di giornata, certo. Ma anche Nicco, Camara, la solidità difensiva, la gestione dei cambi: ogni tassello funziona dentro un meccanismo oliato.
Il traguardo è vicino, ma non ancora raggiunto. E proprio per questo l’Alessandria non può permettersi distrazioni.
Per ora, però, i fatti parlano chiaro: prima, +13, ai quarti di Coppa nazionale.
E soprattutto, sempre più consapevole della propria forza.
