sabato, Febbraio 21 2026

Pro Villafranca, la sorpresa che non fa più rumore: stabilità, idee chiare e un posto tra le grandi

di Andrea Musacchio
21 Febbraio 2026 3 min lettura
Analisi

Pro Villafranca, la sorpresa che non fa più rumore: stabilità, idee chiare e un posto tra le grandi

Andrea Musacchio
Il gol di Giovanni Bacco durante Pro Villafranca-Alessandria di campionato (1-1) / Foto Pro Villafranca

VILLAFRANCA D’ASTI. Se a inizio stagione qualcuno avesse detto che la Pro Villafranca sarebbe stata stabilmente nelle prime otto del girone B, probabilmente avrebbe ricevuto più di uno sguardo scettico. Non per mancanza di rispetto, ma per semplice gerarchia. Sulla carta, davanti agli astigiani, c’erano almeno sette o otto squadre costruite con ambizioni dichiaratamente superiori.

Alessandria, Fossano, Chieri, Cuneo: nomi che per tradizione, investimenti e struttura partivano inevitabilmente avanti. Ma anche Albese, Vanchiglia, Centallo erano realtà progettate per occupare le zone nobili. In mezzo, la Pro Villafranca sembrava destinata a una stagione di consolidamento, con l’obiettivo dichiarato – e realistico – di una tranquilla salvezza e magari una top ten come lo scorso anno. E invece.

Una crescita silenziosa ma costante

La Pro Villafranca non ha fatto rumore. Non ha acceso i riflettori con proclami o rivoluzioni di mercato. Ha semplicemente lavorato. Domenica dopo domenica, punto dopo punto, costruendo una solidità che oggi la porta all’ottavo posto in classifica.

Trenta punti a nove giornate dal termine sono un dato che pesa. Lo scorso anno la squadra chiuse nona con 39 punti complessivi: oggi, con ancora un quarto di campionato da giocare, il traguardo è già a portata di mano. Non è solo una questione numerica, è una questione di percezione. La Pro non è più una sorpresa episodica: è una realtà credibile.

Anche il percorso in Coppa Italia racconta la maturità del gruppo. I quarti di finale rappresentano un record per la società, un risultato storico che certifica la capacità di competere su più fronti. Non un exploit isolato, ma la naturale conseguenza di un’identità precisa.

Approfittare dei vuoti, costruire certezze

Ogni stagione ha le sue crepe. Il Chieri, ad esempio, ha lasciato per strada punti inattesi. Altre squadre hanno alternato picchi e cadute. La Pro Villafranca ha avuto il merito di restare stabile mentre intorno qualcosa si muoveva.

Non è un dettaglio. In un campionato equilibrato, la continuità vale quasi quanto il talento. La squadra astigiana ha saputo sfruttare i passi falsi altrui, ma soprattutto ha evitato i propri. Poche sbavature, organizzazione tattica, capacità di leggere le partite e un gruppo che sembra sapere esattamente cosa vuole.

L’obiettivo dichiarato resta quello di chiudere in top 10, replicando – e magari migliorando – la stagione passata. Ma la sensazione è che la soglia possa alzarsi. Perché essere nelle prime otto a questo punto dell’anno non è più un caso statistico: è una traiettoria.

Una stagione da ricordare

Con nove giornate ancora da giocare, tutto può succedere. Ma il percorso fin qui dice che la Pro Villafranca ha già superato le aspettative iniziali. E forse è proprio questo il dato più interessante: la capacità di sorprendere senza cambiare pelle, di crescere senza tradire la propria dimensione.

I Villans – come amano definirsi – hanno trovato una loro stabilità tecnica e mentale. Hanno trasformato l’etichetta di outsider in un punto di forza, giocando spesso con meno pressione e più libertà rispetto alle “big” chiamate a vincere.

Il campionato dirà dove si fermerà la corsa. Ma una cosa è certa: la Pro Villafranca non è più una comparsa nel girone B. È una presenza stabile, una squadra che merita attenzione e che, comunque vada, sta costruendo una delle stagioni più significative della propria storia recente.


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