Mai come ora la salvezza sembra davvero alla portata. Il 2026 dei piemontesi ha cambiato il passo del campionato: in sette partite è arrivata una sola sconfitta, quella di Livorno, maturata in extremis e capace, per un attimo, di rimettere in discussione la traiettoria degli uomini di Nisticò. Una battuta d’arresto che avrebbe potuto lasciare scorie. Invece il Bra ha reagito.
Nella seconda trasferta consecutiva, i giallorossi hanno saputo resistere su un campo non semplice, portando a casa un punto che muove la classifica e consolida il momento positivo. Non è ancora una posizione tranquilla, la zona resta delicata, ma rispetto a qualche settimana fa lo scenario è decisamente più incoraggiante.
Il Bra ha trovato solidità. Ha imparato a gestire i momenti della partita, a non disunirsi dopo uno svantaggio, a capitalizzare ciò che costruisce. Non è un caso se Baldini continua a lasciare il segno con continuità: quando il peso della stagione si fa sentire, avere riferimenti certi diventa fondamentale.
Certo, il percorso è ancora lungo. Serviranno più vittorie, perché i pareggi aiutano ma non bastano per chiudere definitivamente il discorso salvezza. Inoltre, a marzo arriverà un turno di riposo che potrebbe complicare ulteriormente il calendario e imporre uno sforzo maggiore nelle settimane precedenti.
Ma per ora c’è tempo. E soprattutto c’è una certezza: il Bra ha più che mai il destino nelle proprie mani. Non deve inseguire miracoli, non dipende esclusivamente dagli altri. Deve continuare su questa strada, mantenere il ritmo del 2026 e trasformare la consapevolezza in punti.
Il decimo pareggio non è un limite. È la fotografia di una squadra che ha capito come si resta in corsa. E che adesso sa che la salvezza non è un sogno, ma un obiettivo concreto da costruire partita dopo partita.