
Il sorpasso, il controsorpasso, la sensazione netta che questa storia non abbia alcuna intenzione di chiudersi in fretta. Il Vado è di nuovo primo, il Ligorna torna secondo, ma più che una semplice alternanza in vetta è il manifesto di un campionato che continua a vivere di equilibrio, tensione e colpi di scena.
Dopo il pareggio di Imperia della scorsa settimana, che aveva permesso al Ligorna di mettere la testa avanti per la prima volta in stagione, i rossoblù hanno risposto nel modo più rumoroso possibile. Cinque gol al Saluzzo, quattro già nel primo tempo, una prestazione senza appello che ha rimesso le gerarchie in discussione e restituito al Vado la leadership del girone A. Una vittoria che è molto più di tre punti: è un messaggio diretto al campionato, agli avversari e soprattutto a chi pensava che il pari del “Ciccione” potesse aver lasciato qualche scoria.
Il Vado c’è. C’è eccome. E non ha alcuna intenzione di farsi sfilare lo scudetto di mano senza combattere fino all’ultimo metro.
A fare il resto ci ha pensato l’Imperia, che dopo aver fermato i rossoblù una settimana fa ha replicato l’impresa anche a Genova, espugnando il campo del Ligorna. Una sconfitta inattesa per i biancazzurri, arrivata nel momento forse meno opportuno, che costa il primato ma non ridimensiona affatto il valore del percorso della squadra genovese. Il Ligorna resta lì, a un solo punto, con numeri praticamente identici e la consapevolezza di poter ancora scrivere il finale di questa storia.
La classifica, ora, parla chiaro: Vado 54 punti, Ligorna 53. Un punto di distanza, ventitré giornate alle spalle, tante ancora da giocare.
È una sfida infinita, bellissima, logorante. Un duello che somiglia sempre più a una partita a scacchi, dove ogni mossa pesa e ogni passo falso può essere decisivo. Il Vado ha scelto la via della forza e del dominio, il Ligorna quella della continuità e dell’identità. Due modi diversi di stare lassù, un solo obiettivo.
E la sensazione, ormai sempre più concreta, è che questo testa a testa ci terrà compagnia fino all’ultima giornata. Perché nessuna delle due sembra pronta a mollare. E forse, per il bene del campionato, è proprio così che doveva andare.
