(Adnkronos) – Il Pentagono ha presentato al presidente americano Donald Trump una lista ampliata delle possibili opzioni militari contro l’Iran con l’obiettivo di colpire ulteriormente i siti dei programmi nucleari e missilistici o di indebolire il leader supremo Ali Khamenei, rende noto il New York Times, citando numerose fonti americane.
Le opzioni vanno oltre quelle che il presidente americano stava considerando solo due settimane fa come strumento, a suo dire, per attuare la sua promessa di fermare la violenza repressione delle proteste contro il regime. Le nuove opzioni includono anche raid delle forze americane in siti all’interno dell’Iran.
In questo momento, insieme ai suoi consiglieri Trump sta valutando la possibilità di ordinare un intervento militare, anche possibilmente per realizzare un cambio di governo. Il presidente rimane al momento aperto a una soluzione diplomatica. Trump ora adotta un approccio simile a quello che ha usato per il Venezuela, scrive il quotidiano americano.
La Turchia si dice intanto disposta a mediare per una “de-escalation” della tensione tra Teheran e Washington. Lo ha fatto sapere il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, durante un colloquio telefonico avuto con il suo omologo iraniano, Masoud Pezeshkian, secondo quanto riferito dalla presidenza turca in una nota.
Erdogan “ha sottolineato che la Turchia è pronta ad assumere un ruolo di facilitatore tra Iran e Stati Uniti per allentare le tensioni e risolvere i problemi”, si legge nella nota, in cui sottolinea che i due leader hanno discusso “delle crescenti tensioni militari nella regione”.
La telefonata si è svolta mentre a Istanbul è in visita il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi.
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