
TORINO. Una notte di festa finita in tragedia. Davide Borgione, 19 anni, è morto nelle prime ore di sabato 24 gennaio dopo essere stato trovato in fin di vita nei pressi della fermata della metropolitana Marconi, all’angolo tra corso Marconi e via Nizza, a Torino. I soccorsi sono stati immediati, ma ogni tentativo di rianimazione si è rivelato inutile: Davide è deceduto poco dopo l’arrivo al Cto.
Il ragazzo aveva trascorso la serata in discoteca al Milk di via Sacchi, locale della movida torinese frequentato da giovanissimi, dove il venerdì era in programma la serata “College”. Uscito dal locale, stava rientrando a casa in bicicletta, direzione Torino nord. Intorno alle tre, un passante lo ha notato a terra, privo di sensi, e ha dato l’allarme. Accanto al corpo c’era la sua bici, apparentemente integra.
Sulla dinamica dell’accaduto indaga la Polizia Locale. Le ipotesi restano aperte: un malore seguito da una caduta oppure un investimento da parte di un’auto che si sarebbe allontanata senza fermarsi a prestare soccorso. Al momento non risultano testimoni diretti. Gli agenti hanno effettuato i rilievi sul posto e stanno passando al vaglio le immagini delle telecamere della zona per ricostruire quanto accaduto lungo il tragitto.
Diplomato al liceo classico Massimo D’Azeglio, Davide aveva praticato calcio in diverse realtà cittadine, tra cui Barcanova e Torinese, e coltivava con determinazione la passione per la musica. Sognava una carriera da rapper e aveva già pubblicato alcuni brani, condivisi sui social. Amici e conoscenti lo ricordano come un ragazzo pieno di progetti, energia e talento.
Mentre le indagini proseguono per chiarire le responsabilità e dare un nome certo a quanto successo in quella notte, Torino si interroga sull’ennesima giovane vita spezzata. Resta il silenzio di un incrocio, una bicicletta a terra e la richiesta di verità per Davide.
