
Diciassette giornate sono sufficienti per tracciare una prima linea netta. Il Girone B di Eccellenza sta cambiando fisionomia e la classifica racconta un campionato che si sta progressivamente spaccando in due blocchi distinti, con una zona centrale sempre più fragile e una coda che inizia a farsi minacciosa.
In testa il ritmo è alto. L’Alessandria ha allungato con decisione, portandosi a 41 punti e scavando un solco importante sulle inseguitrici. Alle spalle resistono Albese, Vanchiglia e Cuneo Olmo, ma il gruppo di testa corre a una velocità che non ammette esitazioni. Chi rallenta, scivola.
Ed è proprio sotto questo primo blocco che il campionato entra nella sua zona più instabile. Dal settimo posto in giù, le distanze si comprimono e il margine di sicurezza si riduce settimana dopo settimana. Squadre come Pro Villafranca, Monregale e Cheraschese galleggiano in una terra di mezzo che oggi sembra tranquilla, ma che può diventare scivolosa nel giro di due risultati negativi.
Il dato che pesa di più, però, è quello che riguarda la parte bassa della graduatoria. Dal Chieri, undicesimo a quota 18, fino all’Acqui, terz’ultimo a 14, ci sono appena quattro punti. In mezzo, Ovadese e Pro Dronero, segno di una zona calda che non è più un concetto astratto ma una realtà numerica ben definita.
È qui che il Girone B mostra il suo volto più duro. Chi sta davanti può permettersi di guardare in alto, chi sta dietro inizia a fare conti. Il centro classifica, che fino a qualche settimana fa rappresentava una zona di comfort, oggi non garantisce più certezze. La soglia psicologica dei 20 punti non basta, e ogni passo falso rischia di trasformarsi in un problema strutturale.
La sensazione è che il campionato stia entrando nella sua fase di selezione naturale. Davanti si corre per vincere, dietro si lotta per non cadere. In mezzo, non c’è più spazio per l’attesa. Chi non accelera ora, rischia di essere risucchiato da una classifica che, giornata dopo giornata, diventa sempre meno indulgente.
Ed è questo il contesto in cui vanno letti risultati, sconfitte e cambi di rotta: non come episodi isolati, ma come segnali di un Girone che ha smesso di essere uniforme e ha iniziato a decidere chi può guardare avanti e chi, invece, deve iniziare a guardarsi alle spalle.
