
AVIGLIANA. Il pesante 4-0 incassato nel derby contro il Caprie lascia strascichi profondi e apre ufficialmente una nuova fase in casa Aviglianese. Davide Bonino ha rassegnato le dimissioni da allenatore, chiudendo un ciclo che va ben oltre una semplice esperienza tecnica: si chiude un’epoca.
Il rapporto professionale tra Bonino e Avigliana nasce nel 2016, quando il club muoveva i primi passi con ambizioni e mezzi limitati e Davide concludeva la sua carriera da giocatore. Da lì inizia l’avventura in panchina e, stagione dopo stagione, l’Aviglianese è stata ricostruita, modellata e fatta crescere fino a tornare stabilmente sulla cartina del calcio regionale piemontese. Un percorso netto e straordinario: dalla Terza Categoria alla Prima, passando per un campionato dominato senza discussioni, una Seconda Categoria affrontata da matricola con una crescita costante fino ai playoff, poi persi ma sufficienti per il ripescaggio e la promozione.
In Prima Categoria, sotto la guida di Bonino, l’Aviglianese ha saputo resistere e salvarsi, anche contro squadre più attrezzate e con budget ben superiori. Due salvezze conquistate con lucidità avevano alimentato la convinzione che fosse arrivato il momento di fare un ulteriore salto di qualità. Ma questa stagione ha raccontato un’altra storia.
Qualcosa si è inceppato. Risultati, prestazioni e classifica hanno progressivamente spento l’entusiasmo, fino alla situazione attuale: Aviglianese terz’ultima a 11 punti nel girone D, con il rischio concreto di ritrovarsi a cinque lunghezze dalla quart’ultima posizione, considerando anche la gara da recuperare della Torinese. Un contesto difficile, che ha portato alla decisione più dolorosa.
Le dimissioni di Bonino non rappresentano soltanto un atto tecnico, ma un gesto profondamente simbolico. In questi anni non è stato solo l’allenatore: ha ricoperto più ruoli, è stato punto di riferimento, collante, guida dentro e fuori dal campo. Ha dato tutto se stesso al progetto Aviglianese, forse anche oltre il dovuto, sempre con cuore, passione e senso di appartenenza.
Gli errori non sono mancati, come è naturale in un percorso così lungo: scelte tecniche e tattiche discutibili, momenti di difficoltà e decisioni che hanno fatto dibattere. Ma ciò che resta limpido, sotto gli occhi di tutti, è l’amore autentico di Bonino per questi colori. Anche la scelta di farsi da parte, arrivata subito dopo il derby perso, va letta in questa chiave: un atto d’amore verso i giocatori, con cui ha costruito un rapporto umano profondo, e verso l’ambiente, nella speranza di dare una scossa decisiva.
Ora non ci sono più alibi. La rosa, come più volte sottolineato, ha le qualità per giocarsi la salvezza. Le dimissioni di Bonino segnano la fine di un ciclo storico, ma anche l’inizio di una fase in cui l’Aviglianese è chiamata a dimostrare di saper raccogliere l’eredità di chi l’ha riportata, con lavoro e sacrificio, al centro del calcio piemontese.

