La giornalista di Prime Video e storyteller della Serie A Women, Alessia Tarquinio, è tornata a parlare di calcio femminile ai microfoni di Centrocampo Podcast. Nel corso dell’intervista, Tarquinio ha toccato una delle tematiche più ricorrenti nella narrazione del calcio in rosa: la questione salariale.
Da sempre, la parità salariale è un argomento al centro del dibattito, poiché la narrazione prevalente è quella di un mercato – quello del calcio femminile – non ancora in grado di muovere cifre milionarie come quelle del calcio maschile. Tarquinio ha però sottolineato quanto sia fuorviante pensare che la richiesta sia una parità economica in termini assoluti: al contrario, le battaglie si sono concentrate e si concentrano su altri aspetti, in primis condizioni dignitose come lavoratrici e professioniste.
“È impossibile in Italia, nessuno la chiede”, esordisce la giornalista. “Avete mai sentito una calciatrice italiana parlare di parità salariale? Nessuna, perché non sono sceme. Le battaglie che si stanno ancora facendo qui in Italia riguardano una parità intesa come dignità lavorativa: fino a qualche anno fa non avevano la maternità, non avevano la possibilità di curarsi. Queste erano le battaglie da fare. Le abbiamo fatte? Bene. Dobbiamo andare avanti? Sì. Ma adesso possiamo concentrarci su quello che succede in campo?”.
Tarquinio ha poi lanciato una richiesta chiara anche sul cambio di narrazione che circonda il calcio femminile:
“Non sopporto più l’idea del racconto del calcio femminile come quello della piccola fiammiferaia. Possiamo parlare di tecnica? Giocano bene, giocano male, fanno schifo, non fanno schifo, sono capaci di fare una cosa o non lo sono. Quella è una brava difensore, quell’altra no. Queste sono le cose che vorrei sentire, non sempre la solita retorica sui diritti del calcio femminile. Perché non è il compito loro: magari è il mio, ma non delle giocatrici, che in campo ci vanno per giocare a pallone”.
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