Luese Cristo, una fine annunciata
Sedici gol in due partite sono un macigno che pesa su qualsiasi stagione. Per la Luese Cristo, però, non sono solo numeri: sono il segno evidente di un percorso che, dopo il fuggi fuggi di dicembre, ha imboccato una strada durissima, quasi senza ritorno.
Dopo il 10-1 incassato contro il Vanchiglia, è arrivato anche il 6-1 di Cherasco. Un uno-due che racconta più di mille analisi tecniche. La società, davanti allo svuotamento dell’organico avvenuto a fine anno, ha scelto di andare avanti fino al termine del campionato affidandosi ai ragazzi del Bacigalupo, squadra ultima in Seconda Categoria. Una scelta di responsabilità, forse obbligata, certamente coraggiosa. E anche onesta, perché nessuno ha mai nascosto la difficoltà del momento.
In campo, l’impegno non è mai mancato. Anzi. I giovani schierati settimana dopo settimana mettono tutto quello che hanno, senza tirarsi indietro, senza fare scena muta. A Cherasco è arrivato anche un gol, firmato da Valentino Francesco, centrocampista classe 2003: una piccola luce in mezzo a una domenica complicata, un premio alla voglia di non arrendersi nonostante tutto.
Ma il calcio, alla fine, è spietato. E la classifica non fa sconti a nessuno. Sedici reti subite in due gare certificano un divario tecnico evidente, che va oltre la buona volontà e il sacrificio. È il prezzo altissimo di una situazione societaria e sportiva che si è sgretolata in poche settimane, lasciando una squadra a combattere con armi impari in un campionato che non aspetta.
La stagione della Luese Cristo rischia così di trasformarsi in una lunga, triste agonia sportiva. Non per colpa dei ragazzi che scendono in campo, ma per un contesto che li ha messi di fronte a un compito quasi impossibile. Andare avanti sarà una prova di dignità più che di risultati, con la consapevolezza che ogni domenica peserà come una salita ripidissima. E che, purtroppo, il conto in classifica continuerà a farsi sentire.
