
Il Chisola è entrato nel nuovo anno come se qualcuno avesse ribaltato la lavagna dei numeri. I dati raccontano una frattura netta, quasi brutale, tra prima e dopo.
Fino a fine girone d’andata la squadra di Nicola Ascoli era stata una delle certezze del campionato. Stabilmente nelle prime tre posizioni, con una solidità difensiva che rappresentava il vero marchio di fabbrica: 11 gol subiti in 17 partite, una media di 0,64 reti incassate a gara, da squadra di vertice. Un equilibrio costruito settimana dopo settimana, spesso più sull’organizzazione che sull’esuberanza offensiva.
Poi, nel giro di sette giorni, il cortocircuito. Cairese e Varese, due partite, due sconfitte, sei gol subiti. In novanta minuti scarsi il Chisola ha incassato oltre la metà delle reti subite in tutto il girone d’andata. La media, improvvisamente, schizza a 3 gol a partita. Un dato che da solo basta a spiegare perché il momento venga percepito come un vero crollo.
Il mondo, appunto, sembra essersi capovolto. Perché se la difesa – per mesi punto di forza – oggi scricchiola, l’attacco, storicamente il tallone d’Achille, sta invece producendo segnali opposti. Quattro gol segnati nelle ultime due gare, più di quanto spesso visto nell’arco di un mese durante l’andata. L’arrivo di Cavallotti e Gioacchino ha avuto un impatto indiretto ma evidente: anche senza timbro personale, la manovra è diventata più fluida, le soluzioni offensive sono aumentate, le difese avversarie vengono attaccate con più continuità.
Il problema è che l’equilibrio si è spezzato dietro. E qui entra in gioco un altro fattore, meno misurabile ma non meno decisivo: la leadership. L’addio di Kamal Rizq rischia di pesare più nel medio-lungo periodo che nell’immediato. Non solo per ciò che garantiva tecnicamente, ma per il ruolo di riferimento nei momenti di gestione, quando c’è da rallentare, sporcare una partita, abbassare il ritmo. Proprio quello che è mancato nei finali contro Cairese e Varese.
Il Chisola resta una squadra forte, con numeri offensivi in crescita e una classifica ancora importante. Ma i dati raccontano una verità chiara: non è un problema di produzione, è un problema di controllo. E se l’inversione di tendenza difensiva non verrà corretta in fretta, il rischio è che il crollo non resti un episodio, ma diventi una fase.
Il campionato, fino a due settimane fa, sembrava una lunga marcia regolare. Oggi, per il Chisola, è improvvisamente diventato una salita ripida. E i numeri, più delle sensazioni, spiegano perché.
