Il successo sul campo del Cuneo Olmo è una vittoria che va letta prima di tutto in chiave strategica. Era uno scontro diretto a tutti gli effetti, una di quelle gare che spostano equilibri e percezioni: perdere avrebbe riaperto scenari, vincere significava mandare un segnale forte al campionato. L’Alessandria ha scelto la seconda strada, con lucidità e cinismo, dimostrando di saper reggere anche partite tese, bloccate, dove ogni dettaglio pesa come un macigno.
Il gol di Diop è molto più di una firma sul tabellino. È la conferma di un attaccante che sta diventando un riferimento costante, non solo per la sua capacità realizzativa ma per la puntualità con cui si fa trovare decisivo nei momenti chiave. Non segna gol “di contorno”: segna quelli che indirizzano stagioni e classifiche. In una gara povera di spazi e occasioni, la differenza l’ha fatta proprio questo: avere un giocatore capace di trasformare una situazione sporca in un vantaggio concreto.
Dal punto di vista mentale, la risposta dei grigi è forse l’aspetto più significativo. Dopo due partite senza vittorie tra campionato e coppa, il rischio di un leggero rallentamento esisteva. Invece l’Alessandria ha mostrato solidità, capacità di soffrire e una gestione matura dei momenti della gara, anche quando il contesto – uno stadio importante, oltre 1.500 spettatori, clima da grande sfida – avrebbe potuto incidere.
Ora il calendario può diventare un alleato. I big match torneranno più avanti, nella seconda metà della stagione, e questo apre uno scenario interessante: la possibilità di costruire un margine, di mettere pressione alle inseguitrici, di provare una fuga che fino a poche settimane fa sembrava solo un’ipotesi. È qui che si misura la vera ambizione di una squadra: trasformare le vittorie pesanti in continuità.
L’Alessandria, oggi, ha rimesso le cose al loro posto. Ha vinto uno scontro diretto, ha ritrovato il passo giusto e ha ribadito un concetto chiaro: per arrivare fino in fondo, non basta giocare bene. Serve saper colpire quando conta. E, ancora una volta, ci ha pensato Diop.