
LIVORNO. All’Armando Picchi la partita tra Livorno e Juventus Next Gen si sta giocando in un clima surreale. Presenza sugli spalti sì, ma senza il cuore pulsante del tifo organizzato: la Curva Nord “Fabio Bettinelli” ha scelto una forma di protesta visibile e netta, lasciando vuoti i settori centrali e rinunciando a qualsiasi sostegno vocale.
Una contestazione annunciata e coerente con la linea portata avanti da tempo dal movimento ultras italiano, da sempre contrario all’ingresso delle seconde squadre nel calcio professionistico. A Livorno, il tema è sentito da anni e oggi trova una nuova, simbolica rappresentazione sugli spalti.
Già nella gara d’andata, disputata al “Moccagatta”, il tifo amaranto aveva scelto l’assenza totale in trasferta. Questa volta, invece, la decisione è stata diversa: esserci, ma senza animare lo stadio. Una presenza muta, pensata per colpire l’occhio prima ancora dell’orecchio.
Nel comunicato diffuso alla vigilia, la Curva Nord ha ribadito la propria opposizione a quello che viene definito “un calcio sempre più piegato alle logiche del profitto”, accusando il sistema di favorire i grandi club a discapito dei tifosi e delle realtà storiche. Le seconde squadre vengono descritte come l’ennesima forzatura di un modello che allontana il calcio dalle sue radici popolari.
Nel mirino anche altre scelte della governance del calcio italiano: fallimenti societari non tutelati, trasferte negate per motivi di ordine pubblico, restrizioni sui biglietti e l’uso sempre più invasivo della tessera del tifoso. Un insieme di decisioni che, secondo gli ultras amaranto, contribuisce a svuotare il calcio della sua dimensione più autentica.
Per questo, pur entrando allo stadio, la Curva ha deciso di non organizzare cori e di lasciare volutamente spogli gli spalti centrali, invitando tutto il settore a seguire la stessa linea. Un messaggio diretto alla Lega e alle istituzioni calcistiche, affidato non alle parole urlate ma al silenzio.
Mentre la gara è in corso sul campo, sugli spalti dell’Ardenza va in scena un’altra partita. Ed è una partita che, per una parte del tifo, va ben oltre il risultato finale.
