Asti, crisi senza fine. Da quel 3-2 col Derthona è iniziato il “sottosopra” dei galletti

Asti, crisi senza fine. Da quel 3-2 col Derthona è iniziato il “sottosopra” dei galletti

30 Novembre 2025Il commento Andrea Musacchio

ASTI. Non c’è pace per l’Asti, travolto anche sul campo del Saluzzo e ora precipitato in una crisi che dura da quattro giornate. Una caduta verticale difficile da spiegare in modo univoco, ma che sembra avere un punto preciso da cui tutto è cambiato: la seconda frazione della gara con il Derthona, persa 3-2 dopo aver chiuso il primo tempo avanti di due reti.

Fino a quel momento, i biancorossi vivevano uno dei periodi più brillanti della stagione: due vittorie pesantissime contro Sanremese e Varese, condite da una storica qualificazione agli ottavi di Coppa Italia. Poi, da quei 45 minuti contro il Derthona, è iniziato un buio profondo.

Risultati negativi, prestazioni non sempre da buttare

Il crollo riguarda soprattutto i numeri, perché in alcune uscite l’Asti ha anche mostrato segnali incoraggianti. Contro la Pistoiese in Coppa la prova era stata positiva, così come nel recupero di mercoledì contro il Celle Varazze, nonostante la sconfitta per 2-0. Ma i punti non arrivano, e la classifica parla chiaro: il club è quart’ultimo, appaiato a Gozzano e Sanremese, ma messo peggio per differenza reti.

La sensazione è che il gruppo stia pagando il peso emotivo degli ultimi risultati, più che una reale regressione tecnica.

Cascino sotto pressione. Il momento è difficile anche per Camillo Cascino, chiamato a rilanciare una squadra giovane e completamente rinnovata. Appena una settimana fa il presidente Bruno Scavino lo aveva pubblicamente blindato, ricordando come il progetto su cui si poggia l’Asti sia almeno biennale, se non triennale. Una fiducia che inevitabilmente si intreccia con i risultati attuali e soprattutto delle prossime settimane.

La rosa è giovane, i cambiamenti estivi sono stati profondi e gli up & down erano prevedibili. Ma l’Asti ora è nella fase discendente più lunga e preoccupante della stagione.

Un calendario che non aiuta. Come se non bastasse, la sorte non si è mostrata benevola. Dopo il Saluzzo, domenica prossima arriverà il Sestri Levante, squadra ostica e in evidente ripresa. E il 2025 si chiuderà con una sfida ad alta quota contro il Ligorna, attuale seconda forza del campionato.

Insomma: servirà molto di più per uscire da questo vortice. Serve una scossa, la stessa che il Derthona trovò proprio da quel famoso 3-2, che lanciò i bianconeri verso una striscia di risultati utili. L’Asti, al contrario, da quella gara è sprofondata nel proprio “sottosopra”, per usare un’immagine di Stranger Things.

Il tempo per rialzarsi c’è, ma il margine d’errore è finito. I galletti devono ritrovare identità, serenità e punti: solo così questo incubo potrà avere una fine.


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