
CASTELLAZZO BORMIDA. Questa è una di quelle notizie che non si vorrebbe mai scrivere. Mai dare. Una comunità intera piange la scomparsa di Francesco Cimino, capitano dell’USD Castellazzo, spentosi questa notte a soli 33 anni. Un dolore che va oltre il calcio, perché Francesco non era soltanto un leader in campo, ma un punto di riferimento per chiunque abbia avuto la fortuna di incrociare il suo cammino.
Soprannominato “The Wall” per la solidità difensiva e la grinta che metteva in ogni partita, Cimino incarnava il vero spirito della squadra: determinazione, sacrificio e cuore. “Ha vissuto ogni giorno con la forza e la determinazione che solo i grandi uomini sanno trasmettere”, ha scritto la società nel comunicato con cui ha annunciato la sua scomparsa.
Francesco era molto più di un calciatore. Marito e padre esemplare, figlio e fratello amato, amico leale: il suo esempio andava ben oltre le linee del campo. Sempre dedito all’allenamento e alla crescita personale, sapeva spronare i compagni con l’entusiasmo e la forza di chi crede davvero nei valori dello sport.
La malattia lo aveva colpito duramente, ma anche in quella battaglia Francesco aveva dimostrato la stessa tenacia di quando indossava la fascia da capitano. Ha lottato fino all’ultimo “con il cuore, la testa alta e la grinta di chi non si arrende mai”, lasciando a tutti l’insegnamento più prezioso: non mollare, a prescindere da tutto.
Il presidente Cosimo Curino, insieme alla dirigenza, ai compagni e allo staff dell’USD Castellazzo, si è stretto con commozione intorno alla famiglia, condividendo un dolore che non ha confini. “Oggi piangiamo un compagno, un capitano, un fratello – ha scritto la società – ma custodiamo l’eredità che ci lascia: il valore dell’impegno, della lealtà e dell’amore per la vita”.
Francesco Cimino resterà per sempre il Capitano del Castellazzo, un muro insormontabile non solo in difesa, ma nel cuore di tutti.