martedì, Settembre 29 2026

Ustica, Francia pronta a collaborare: procura di Roma verso ritiro richiesta archiviazione

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(Adnkronos) –
Le autorità francesi hanno dato la disponibilità, a quanto si apprende, a trasferire all’Italia tutta la documentazione relativa alla strage di Ustica avvenuta la sera del 27 giugno 1980 quando il Dc-9 Itavia precipitò nel mar Tirreno, provocando la morte di 81 persone. Si tratta di documenti che coprono un lungo periodo, fino a primi anni 90, e tra questi anche quelli del ministero della Difesa francese che potrebbero fare riferimento alle rogatorie allora trasmesse dalla procura di Roma. 

Nella nota dell’ambasciata francese inviata al ministero degli Esteri e trasmessa tramite la Presidenza del Consiglio al ministero della Giustizia e a sua volta alla procura di Roma si dà inoltre atto della disponibilità ad assecondare ulteriori richieste qualora arrivassero.  

Una notizia che arriva alla vigilia della nuova udienza di opposizione all’archiviazione davanti al gip, in programma per mercoledì prossimo 30 settembre, e in quella sede la procura di Roma sarebbe pronta a ritirare la richiesta di archiviazione. La richiesta di archiviazione riguardava due fascicoli, riunificati, aperti nel 2008 e nel 2022 dai pm di piazzale Clodio, entrambi contro ignoti. 

 

Una lettera-appello alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni per chiedere un aggiornamento sulle iniziative avviate dal governo per fare piena luce sulla strage di Ustica. È quella inviata dal sindaco di Bologna, Matteo Lepore, alla vigilia dell’udienza. 

“A 46 anni dalla strage di Ustica – si legge nella missiva – il Comune di Bologna continua a ritenere doveroso mantenere alta l’attenzione delle istituzioni sulla ricerca della verità e sulla piena disponibilità della documentazione ancora utile a ricostruire quanto accaduto il 27 giugno 1980”. Il Consiglio comunale di Bologna, ricorda Lepore, ha recentemente approvato un ordine del giorno che impegna l’Amministrazione a interloquire con il governo su alcuni punti specifici: i lavori della commissione d’indagine sul mancato rinvenimento delle serie archivistiche del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti relative al periodo 1969-1984; l’attività del Comitato consultivo sui versamenti archivistici; la collaborazione degli Stati esteri che potrebbero ancora disporre di documentazione rilevante. 

“Con questa lettera – prosegue il sindaco – desidero chiedere un aggiornamento sullo stato di avanzamento di queste attività e, per quanto di competenza, sulle iniziative che il governo intende adottare per favorire il reperimento, la conservazione e la consultabilità della documentazione ancora esistente, oltre a rafforzare la collaborazione internazionale”. E conclude assicurando che “Bologna, città che custodisce la memoria della strage attraverso il Museo per la memoria di Ustica insieme all’Associazione dei parenti delle vittime, continuerà a fare la propria parte”. 

 

“Se il procuratore capo di Roma Lo Voi deciderà di non archiviare l’inchiesta sulla strage di Ustica, sarà una cosa importante”, dice all’Adnkronos Daria Bonfietti, presidente dell’Associazione dei parenti delle vittime. “Accedere ai dati documenti oggetto delle rogatorie è fondamentale – sottoline Bonfietti – Io stessa avevo chiesto a Meloni di sollecitare il presidente francese Macron quando l’ha incontrato a giugno e lei mi aveva assicurato che l’avrebbe fatto. Se quindi davvero quei documenti sono stati messi a disposizione della procura è un’ottima notizia”. 

 

“Meglio tardi che mai. Non so cosa abbia provocato questa resipiscenza tardiva – per non dire tardivissima – del governo francese, ma ben venga. Ben venga se consentirà di avere degli elementi utili a fare ulteriore chiarezza rispetto a una certezza: il Dc-9 Itavia fu abbattuto. Nessuna bomba a bordo, nessun cedimento strutturale, nessun incidente. Si può disquisire se ad abbatterlo siano stati i libici, la Francia o l’America, ma quello che per l’ennesima volta torno a ribadire è che nei cieli di Ustica, sul Mediterraneo, quella notte ci fu una battaglia aerea”. A dirlo all’Adnkronos è Anthony De Lisi, fratello di Elvira e zio di Alessandra, due delle 81 vittime della strage.
 

“A Ustica lo scenario fu quello di una guerra – ribadisce De Lisi che da anni si batte per ottenere giustizia e verità -. Oggi quello che ci interessa non è tanto conoscere il nome e il cognome di chi materialmente fu, ma capire che tipo di attività di guerra si verificò, se l’Italia ne fosse a conoscenza e se, in qualche modo, sia stata omessa una qualche vigilanza sui nostri cieli, una vigilanza dal punto di vista strategico e militare. La sera del 27 giugno 1980 si verificò un abbattimento volontario di un aereo civile con 81 persone. Oggi la notizia della disponibilità della Francia a collaborare – e l’eventuale decisione della Procura romana di ritirare la richiesta di archiviazione – è un altro passo verso un doloroso e triste cammino verso la verità”. 

 

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