
BORGARO. Al Borgaro serve la più classica delle scintille. Un episodio, un gol o una vittoria capace di liberare definitivamente una squadra che, in questo avvio di stagione, ha dimostrato di poter restare dentro le partite senza però riuscire a farle proprie.
Il ritorno di Davide Lanzafame sulla panchina gialloblù aveva aperto un nuovo capitolo e portato entusiasmo intorno a un ambiente desideroso di ripartire. Dopo le prime settimane, tuttavia, il progetto deve ancora trovare quella vittoria che permetterebbe alla squadra di compiere un primo salto, soprattutto sotto il profilo della fiducia.
Il bilancio parla di due punti conquistati nelle prime tre giornate di campionato e di tre pareggi nelle quattro partite ufficiali disputate, considerando anche la Coppa Italia. Numeri che raccontano un Borgaro difficile da superare, ma allo stesso tempo ancora poco efficace quando si tratta di indirizzare gli incontri.
L’ultimo 0-0 contro la Fulgor Chiavazzese Ronco Valdengo ha confermato pregi e limiti emersi in questo primo scorcio di stagione. La formazione di Lanzafame ha saputo resistere nei momenti più delicati, mantenendo ordine e compattezza, ma non ha trovato lo spunto necessario per conquistare l’intera posta.
Una squadra che resta sempre in partita. La continuità nei pareggi non deve essere letta soltanto in maniera negativa. In una fase nella quale identità e automatismi devono ancora essere consolidati, riuscire a non uscire dalle partite rappresenta comunque un punto di partenza.
Il Borgaro ha dimostrato di possedere carattere, capacità di soffrire e una discreta organizzazione. Anche quando l’avversario aumenta la pressione, la squadra riesce generalmente a mantenere equilibrio e distanze, senza concedere completamente il controllo della gara.
Sono segnali importanti per Lanzafame, tornato alla guida di una squadra chiamata a costruire un nuovo percorso. La base sembra esserci: il Borgaro gioca, prova a sviluppare la propria manovra e non si disunisce nei momenti di difficoltà. Ciò che manca è la capacità di rendere produttivo quanto costruito.
Nel calcio, infatti, la solidità consente di non perdere, ma sono qualità, coraggio e concretezza negli ultimi metri a trasformare un pareggio in una vittoria. È proprio in questo passaggio che i gialloblù devono trovare la svolta.
Lo 0-0 con la Fulgor non basta. Il pareggio senza reti dell’ultima giornata ha permesso al Borgaro di muovere ancora la classifica, ma ha lasciato anche la sensazione di un’occasione non sfruttata. Un punto può avere valore all’interno di un percorso, soprattutto contro un avversario organizzato, ma sommato ai risultati precedenti non permette ancora di cambiare il giudizio sull’avvio stagionale.
Con due punti raccolti, il Borgaro occupa il tredicesimo posto. Una posizione che non può soddisfare l’ambiente, pur considerando quanto sia ancora prematuro tracciare bilanci definitivi.
Il campionato è appena cominciato e le distanze rimangono ridotte. Proprio per questo trovare rapidamente il primo successo avrebbe un peso superiore ai semplici tre punti: permetterebbe alla squadra di abbandonare le zone basse, darebbe maggiore serenità al lavoro quotidiano e trasformerebbe i pareggi iniziali in una base sulla quale costruire.
Senza una vittoria, invece, anche le buone prestazioni rischiano di perdere gradualmente valore e di aumentare la pressione intorno al gruppo.
Serve maggiore incisività. Il problema principale non sembra essere l’atteggiamento. La squadra è presente, lotta e prova a proporre calcio. Il limite riguarda soprattutto la capacità di incidere nei momenti favorevoli e di tradurre il gioco in occasioni realmente determinanti.
Per sbloccare una stagione, a volte, non serve cambiare tutto. Può bastare un episodio: una giocata individuale, un calcio piazzato, una conclusione sporca o un errore dell’avversario sfruttato con maggiore cattiveria. La prima vittoria raramente deve essere bella; deve soprattutto arrivare.
Da quel momento possono cambiare molte cose. Aumenta la fiducia degli attaccanti, cresce il coraggio nelle scelte e anche la gestione dei finali diventa più lucida. Il Borgaro appare oggi come una squadra ancora alla ricerca di questa consapevolezza.
Il tempo per accelerare. Il ritorno di Lanzafame rappresenta una scelta importante e un progetto che non può essere valutato dopo appena poche partite. Il tecnico ha bisogno di tempo per trasferire completamente le proprie idee e trovare gli equilibri migliori, ma la classifica impone comunque di accelerare.
Due punti in tre giornate sono pochi, soprattutto per una squadra che ha dimostrato di avere le qualità necessarie per raccogliere qualcosa in più. Il Borgaro non appare lontano dalle avversarie, né in difficoltà strutturale. Sembra piuttosto fermo a metà strada tra la costruzione di una nuova identità e la sua traduzione concreta nei risultati.
La sensazione è che manchi davvero poco per cambiare inerzia. Ma quel poco, nel calcio, è spesso la parte più difficile da trovare.
Il Borgaro deve continuare a giocare, mantenere la solidità mostrata finora e aggiungere maggiore lucidità negli ultimi metri. Dopo tre pareggi nelle prime quattro partite ufficiali, è arrivato il momento di cercare qualcosa in più: quella scintilla capace di accendere definitivamente la stagione gialloblù.
