lunedì, Settembre 21 2026
Il Commento

Cinque pareggi e nessun padrone: questa Serie D non accetta pronostici

Andrea Musacchio
Andrea Musacchio·5 min di lettura

Una Serie D impronosticabile, equilibrata e probabilmente ancora più competitiva di quanto si potesse immaginare alla vigilia. È questa la sintesi della domenica del Girone A, in attesa che il quarto turno venga completato prima da Fezzanese-Gozzano e poi, il 30 settembre, dal recupero tra Alessandria e Imperia.

Il dato che fotografa meglio la giornata è semplice: cinque pareggi nelle sette partite disputate. A conquistare l’intera posta sono state soltanto il Derthona, vittorioso 1-0 sul Millesimo, e il Ligorna, passato 2-0 sul campo del Celle Varazze.

Tutte le altre si sono fermate a vicenda. La Biellese è stata raggiunta dal Chisola, la Sanremese ha rimontato il Saluzzo soltanto al 94’, il Lascaris ha allungato la propria serie positiva contro il Sestri Levante, mentre Borgosesia-Bra e Asti-Valenzana Mado si sono concluse senza una vincitrice.

Non è necessariamente un livellamento verso il basso. Al contrario, le prime settimane stanno mostrando un campionato nel quale anche le squadre inizialmente collocate in seconda fila possiedono organizzazione e qualità sufficienti per mettere in difficoltà le favorite.

Il Derthona guida il campionato. Il simbolo di questo avvio è inevitabilmente il Derthona. Ripescati in estate, i Leoni si ritrovano da soli al comando con dieci punti conquistati sui dodici disponibili.

Contro il Millesimo non è arrivata una vittoria semplice. La squadra ligure si presentava al Coppi sulle ali dell’entusiasmo dopo il clamoroso 4-1 rifilato all’Alessandria e ha confermato di non essere approdata in Serie D per recitare il ruolo della comparsa.

Il Derthona ha però saputo attendere, gestire i momenti più complicati e colpire nel finale con Lovaglio. Un successo da squadra matura, forse ancora più significativo di una vittoria larga, perché ottenuto attraverso pazienza, tenuta fisica e capacità di leggere la partita.

Il primo posto dei bianconeri racconta bene l’assenza di gerarchie già definite. La capolista non è una delle formazioni indicate unanimemente tra le grandi favorite, ma una squadra partita dal ripescaggio e capace di trasformare l’incertezza estiva in energia.

Saluzzo e Chisola, le alternative crescono. Anche il Saluzzo continua a dimostrare che le previsioni estive devono essere maneggiate con attenzione. La squadra di Antonino Asta è andata sul doppio vantaggio a Sanremo attraverso organizzazione, aggressività e verticalizzazioni, prima di essere raggiunta nel recupero dalla rete di Ganz.

Il 2-2 lascia inevitabilmente rimpianti ai granata, che hanno avuto più volte la possibilità di chiudere la partita. Allo stesso tempo, però, uscire indenni dal campo della Sanremese rappresenta un’altra conferma dopo il buonissimo inizio di stagione. Asta parla di salvezza, ma il suo Saluzzo appare già in grado di togliere punti a chiunque.

Indicazioni simili arrivano dal Chisola. Dopo aver battuto la Sanremese nel turno infrasettimanale, la formazione di Nicola Ascoli ha pareggiato sul campo della Biellese. Quattro punti raccolti in pochi giorni contro due delle squadre più accreditate del girone non possono essere considerati un caso.

Il calendario ha subito sottoposto i vinovesi a una serie di esami complicati. La risposta è quella di una squadra capace di adattarsi, soffrire e trovare soluzioni differenti a seconda dell’avversario.

Il Lascaris non smette di stupire. Nel gruppo delle sorprese continua a trovare spazio anche il Lascaris. La squadra di Alberto Falco, alla seconda partecipazione della propria storia alla Serie D, aggiunge un altro risultato utile al proprio avvio.

I bianconeri erano partiti senza i favori del pronostico, ma hanno mostrato immediatamente di possedere personalità e organizzazione. Dopo le vittorie contro Bra e Valenzana Mado, il pareggio con il Sestri Levante consente al Lascaris di rimanere nelle posizioni più nobili della classifica.

Anche questo è un segnale della profondità del girone. Le squadre provenienti da realtà meno abituate alla categoria non si limitano a difendere, ma giocano con coraggio e riescono a mettere in difficoltà società dotate di maggiore esperienza e tradizione.

Le favorite devono ancora trovare continuità. Se le sorprese corrono, diverse favorite stanno incontrando maggiori difficoltà del previsto. La Sanremese ha evitato la seconda sconfitta consecutiva soltanto al 94’, dopo essere stata messa sotto dal Saluzzo per buona parte dell’incontro.

La Biellese, reduce dalle vittorie contro Ligorna e Bra, non è riuscita a superare il Chisola. Il Bra, dopo due sconfitte consecutive, ha raccolto un punto contro il Borgosesia, mentre Asti e Valenzana Mado si sono neutralizzate in un confronto nel quale entrambe cercavano continuità e risposte.

L’Alessandria, invece, ha osservato un turno di riposo forzato dopo la pesante caduta di Millesimo. La gara contro l’Imperia sarà recuperata il 30 settembre e rappresenterà un appuntamento importante per entrambe, chiamate a reagire dopo le sconfitte del turno infrasettimanale.

In un campionato così equilibrato, anche una settimana senza giocare può modificare prospettive e rapporti di forza.

Equilibrio vero, non semplice prudenza. Cinque pareggi in sette partite potrebbero suggerire una giornata bloccata, caratterizzata soprattutto dalla paura di perdere. Le prestazioni raccontano però qualcosa di diverso.

Biellese-Chisola e Sanremese-Saluzzo hanno mostrato squadre capaci di rispondere, cambiare atteggiamento e ribaltare l’inerzia. Il Millesimo ha costretto la nuova capolista ad attendere fino al finale, mentre il Lascaris ha confermato di poter reggere il confronto anche con avversarie dotate di maggiore esperienza.

Il livello medio sembra essersi alzato. Esistono ancora differenze economiche, strutturali e di blasone, ma sul campo queste distanze appaiono molto meno evidenti.

La quarta giornata non è ancora terminata e la classifica resta parziale. Il primo verdetto, tuttavia, è già abbastanza chiaro: non esistono partite scontate e nessuno può sentirsi padrone del Girone A.

Per ora davanti a tutti c’è il Derthona. Dietro, però, il gruppo è compatto e ogni domenica sembra pronta a riscrivere le gerarchie. Questa Serie D non ha ancora scelto la propria favorita. Ed è probabilmente proprio questo a renderla così interessante.

Piemonte Sport