VILLASTELLONE. Quando pensiamo al calcio nel suo lato più romantico, la nostra mente torna inevitabilmente a quei campi di provincia, dove l’odore dell’erba secca, pronta a germogliare nuovamente, si mescola a quello del fango e della terra sollevata dalle buche del terreno di gioco. Profumi che sembrano riportarci negli spogliatoi, alle chiacchierate con le compagne, alle cene dopo le partite, ai momenti di confidenza con lo staff e, inevitabilmente, ai sogni. Quelli di chi vuole costruire un progetto, valorizzare i giovani e dare sempre più voce e spazio al movimento femminile.
Il Villastellone Femminile rappresenta perfettamente questa narrazione. Il progetto è nato nel 2024 dalla volontà del presidente Davide Fazzolari e di tutto il direttivo di costruire una realtà capace di puntare sulla crescita e sulla valorizzazione delle giovani calciatrici.
La guida tecnica della squadra è stata affidata a Kasra Chalabi, ex allenatore in seconda della Femminile Juventus al fianco di Serami. Il gruppo iniziale era composto prevalentemente da ragazze molto giovani, molte delle quali alla prima esperienza in una prima squadra.
Nel 2025, alla seconda stagione ufficiale di partecipazione del Villastellone al campionato di Promozione, la formazione è riuscita a vincere la Coppa Piemonte e conquistare il salto in Eccellenza, scrivendo una pagina importante della storia del club.
Alla vigilia dell’inizio del nuovo campionato, il tecnico Chalabi è intervenuto ai microfoni di Piemonte Sport per fare il punto non soltanto sulla stagione ormai alle porte, ma anche sul progetto e sul futuro del Villastellone Femminile.

Mister, il progetto del Villastellone Femminile è iniziato soltanto nel 2024 e, in pochissimo tempo, avete già conquistato l’Eccellenza. Ti aspettavi una crescita così rapida?
“Fin dall’inizio, nel progetto che avevo presentato alla società e che avevamo anche condiviso attraverso i canali social del club, l’obiettivo era portare la squadra in Eccellenza nell’arco di due o tre anni. Era quindi una tappa precisa del nostro percorso.
Sono molto felice e orgoglioso perché siamo riusciti a raggiungere questo obiettivo addirittura prima dei tempi che avevamo programmato e, insieme alla promozione, abbiamo anche conquistato la Coppa Piemonte. Raggiungere questi due traguardi in così poco tempo rappresenta una grande soddisfazione, ma è anche il risultato del lavoro svolto dalla società, dallo staff e, soprattutto, dalle ragazze”.
Qual è stato, secondo te, il momento della scorsa stagione in cui avete capito che la promozione poteva diventare un obiettivo concreto?
“Sinceramente, prima ancora di pensare alla promozione sul campo, dovevamo preparare mentalmente le nostre giovani giocatrici, aiutandole a sviluppare una mentalità vincente e una maggiore fiducia in sé stesse.
Durante il ritiro di Novalesa ho chiesto alle ragazze di scrivere il loro obiettivo per la stagione. Quando ho visto che circa il 70% di loro aveva indicato la promozione in Eccellenza, ho capito che la squadra era mentalmente pronta a lottare per questo traguardo. Anche la buona posizione raggiunta in classifica al termine del girone d’andata ci ha confermato che la promozione era davvero alla nostra portata”.
Quanto è stato difficile costruire da zero un gruppo competitivo e, soprattutto, creare in così poco tempo un’identità di squadra?
“In realtà, non siamo partiti completamente da zero e credo sia giusto ringraziare Giovanni Amato per il lavoro svolto con la squadra Under 19 del Trofarello, perché da quel gruppo nove giocatrici sono entrate a far parte del nostro progetto. Successivamente si sono aggiunte altre ragazze con esperienze differenti e la vera sfida è stata trasformare questo insieme di giocatrici in una squadra unita e competitiva.
Per costruire un’identità abbiamo lavorato sul senso di appartenenza, sulla responsabilità e sulla condivisione di un obiettivo comune. Questa identità si è formata gradualmente attraverso gli allenamenti, i ritiri e i momenti difficili affrontati insieme. Le ragazze hanno imparato a fidarsi l’una dell’altra e a mettere il bene della squadra davanti agli interessi individuali. Proprio questa unità è diventata uno dei nostri principali punti di forza”.
Dopo una promozione ottenuta così presto, qual è l’obiettivo per la prima stagione del Villastellone in Eccellenza: consolidarsi nella categoria o provare fin da subito ad alzare ulteriormente l’asticella?
“Siamo consapevoli che l’Eccellenza rappresenta un livello diverso, con squadre più esperte, organizzate e preparate fisicamente. Per questo, nella nostra prima stagione, l’obiettivo principale sarà consolidarci nella categoria e conquistare la salvezza il prima possibile.
Questo, però, non significa affrontare il campionato con poca ambizione. Vogliamo alzare l’asticella ogni giorno, migliorare attraverso il lavoro e provare a competere in ogni partita, senza sentirci inferiori a nessuno.
Abbiamo una squadra giovane e sappiamo che durante la stagione potremo attraversare anche dei momenti difficili, ma vogliamo utilizzarli per crescere. Preferisco non fissare fin da subito un limite alla squadra: sarà il campo a dirci quale posizione potremo raggiungere.
La priorità rimane mantenere la categoria, ma se durante la stagione si presenterà la possibilità di ottenere qualcosa in più, dovremo essere pronti a coglierla”.
Guardando oltre questa stagione, dove vorresti vedere il Villastellone Femminile tra tre o quattro anni?
“Tra tre o quattro anni vorrei vedere il Villastellone Femminile come una realtà stabile e riconosciuta nel calcio femminile piemontese, con una prima squadra competitiva e una struttura solida alle spalle. Anche la creazione del progetto Under 19 in questa stagione nasce da questa visione e rappresenta un passo importante per dare continuità e futuro al nostro percorso.
Devo ringraziare il presidente Davide Fazzolari, che sta lavorando con grande impegno per costruire qualcosa di solido e duraturo per il club, per Villastellone e per tutto il territorio. Se continueremo a crescere passo dopo passo, potremo pensare anche a una categoria superiore, ma prima vogliamo costruire basi forti e sostenibili”.
Quanto sarà importante, nel vostro progetto, la valorizzazione delle giovani?
“In questa stagione, fatta eccezione per due giocatrici provenienti dai campionati di Promozione ed Eccellenza, tutte le altre calciatrici che abbiamo inserito finora nella squadra provengono dalle formazioni Under 19 e Under 17 di altre società. Questo dimostra concretamente quanto la valorizzazione delle giovani sia centrale nel nostro progetto. Ogni anno cerchiamo, infatti, di rendere la prima squadra ancora più giovane rispetto alla stagione precedente.
Lavorare con le giovani richiede tempo, pazienza e fiducia, anche nei momenti in cui commettono degli errori. Vogliamo aiutarle a crescere dal punto di vista tecnico, tattico e mentale, affinché possano diventare, in futuro, giocatrici importanti per il Villastellone.
Il nostro obiettivo è lasciare qualcosa che vada oltre i risultati di una singola stagione: un patrimonio di giovani calciatrici preparate, capace di rimanere nel tempo e di contribuire al futuro del club e della città, indipendentemente dalle persone che ne faranno parte”.

