martedì, Settembre 22 2026

Calcio piemontese, Foschia apre la nuova stagione: “Nessuna società deve sentirsi sola”

Andrea Musacchio
Andrea Musacchio·6 min di lettura

TORINO. La stagione 2026/2027 del calcio dilettantistico piemontese e valdostano è ormai alle porte. Alla vigilia dell’inizio dei campionati, il presidente del Comitato regionale della Lega Nazionale Dilettanti, Mauro Foschia, ha rivolto un lungo messaggio alle società, indicando le priorità e le difficoltà che accompagneranno il nuovo anno.

Non soltanto un augurio, ma una riflessione sul momento attraversato dal movimento. Costi di gestione sempre più elevati, sostenibilità degli impianti, lavoro sportivo, adempimenti burocratici e futuro del vincolo sono alcuni dei temi sui quali il Comitato intende portare la voce dei club nelle sedi regionali e nazionali.

“Quella che abbiamo davanti non sarà semplicemente un’altra stagione”, ha sottolineato Foschia. “Il calcio dilettantistico sta attraversando una fase di profondo cambiamento e il nostro compito è affrontarla senza subirla, cercando invece di governarla insieme”.

I costi e le difficoltà delle società. Uno dei passaggi più significativi riguarda la sostenibilità economica del calcio di base. Foschia ha richiamato l’attenzione sul costo crescente necessario per mantenere in attività una società, un problema che coinvolge ormai realtà di ogni categoria e dimensione.

Iscrizioni, impianti, utenze, trasferte, tesseramenti e applicazione della disciplina sul lavoro sportivo rendono sempre più complessa la gestione quotidiana. A queste difficoltà si aggiunge la necessità di semplificare gli adempimenti e garantire risorse adeguate a chi permette a migliaia di ragazzi e ragazze di praticare sport.

“Su questi temi continueremo a far sentire la voce delle nostre società”, ha assicurato il presidente. “Lo faremo con spirito costruttivo, ricercando il dialogo, ma anche con la determinazione necessaria quando si tratta di difendere il calcio di base e il lavoro di chi lo rende possibile”.

Restano aperte anche le questioni relative al futuro del vincolo sportivo e ai premi collegati alla formazione dei giovani, strumenti che incidono direttamente sulla programmazione e sulla sopravvivenza economica dei vivai.

“Nessuno deve essere lasciato solo”. Il Comitato regionale vuole rafforzare il rapporto con i club e mantenere un contatto diretto con territori profondamente differenti per dimensioni, caratteristiche e problematiche.

“Non sempre possiamo risolvere ogni problema e non sempre possiamo dare la risposta che una società vorrebbe ricevere. Ma credo che nessuna società debba mai avere la sensazione di essere lasciata sola”.

Il Piemonte e la Valle d’Aosta comprendono grandi centri urbani, piccoli paesi e zone nelle quali garantire continuità all’attività calcistica comporta difficoltà logistiche ed economiche particolari. Per questo, secondo Foschia, ascoltare le esigenze locali deve diventare parte centrale del lavoro istituzionale.

Il Comitato dovrà essere presente non soltanto nei momenti positivi, ma soprattutto quando una società attraversa una fase critica: “Deve saper ascoltare prima di giudicare, cercare una soluzione quando è possibile e avere il coraggio di assumersi le proprie responsabilità quando è necessario”.

Dirigenti e volontari, il lavoro che non si vede. Nel proprio messaggio Foschia ha ringraziato le persone sulle quali poggia l’intero sistema dilettantistico: presidenti, dirigenti, allenatori, volontari e famiglie.

Dietro ogni partita disputata nel fine settimana esiste infatti un’attività enorme e spesso invisibile. C’è chi apre gli impianti, prepara il materiale, traccia il campo, organizza le trasferte, completa gli adempimenti e cerca le risorse necessarie per arrivare alla fine della stagione.

“Dietro ogni società ci sono presidenti, dirigenti e volontari che dedicano tempo, energie e spesso risorse personali affinché migliaia di giovani possano praticare il nostro sport. È un patrimonio straordinario che dobbiamo rispettare, sostenere e difendere”.

Il calcio regionale, ha ricordato il presidente, non appartiene al Comitato né ai suoi dirigenti, ma alle società e alle migliaia di persone che quotidianamente gli danno vita.

Una nuova organizzazione per l’attività giovanile. Tra le priorità della nuova stagione rimane la valorizzazione del settore giovanile. La riorganizzazione dei campionati regionali nasce, nelle intenzioni del Comitato, dalla volontà di costruire competizioni più equilibrate e formative.

“Vogliamo che il calcio giovanile rappresenti sempre di più il cuore del nostro movimento, non soltanto perché da lì nasceranno gli atleti di domani, ma perché attraverso lo sport possiamo contribuire alla formazione delle persone”.

La crescita, dunque, non dovrà essere misurata esclusivamente attraverso risultati e classifiche. Tecnici e società avranno anche una responsabilità educativa nei confronti di ragazzi e ragazze, chiamati a imparare il rispetto delle regole, degli avversari e del gruppo.

Un ruolo importante continuerà a essere svolto anche dalle Rappresentative regionali, considerate non soltanto selezioni sportive, ma occasioni di formazione, appartenenza e confronto.

Dal Torneo delle Regioni all’Europa. La stagione offrirà al Piemonte Valle d’Aosta anche due importanti appuntamenti. La Rappresentativa regionale parteciperà alla UEFA Regions’ Cup, conquistando la possibilità di riportare il territorio in una competizione internazionale già vinta nel 2003.

Nella primavera del 2027 tornerà inoltre il Torneo delle Regioni, uno dei momenti maggiormente identitari per il calcio dilettantistico italiano.

“Indossare la maglia del Piemonte Valle d’Aosta significa rappresentare il lavoro quotidiano di tutte le nostre società”, ha evidenziato Foschia. Le manifestazioni saranno quindi una vetrina per i ragazzi e le ragazze selezionati, ma anche il riconoscimento dell’attività svolta dai rispettivi club.

“Nessun risultato viene prima del rispetto”. La ricerca della vittoria deve rimanere parte fondamentale dello sport, senza però superare il limite del rispetto. Foschia ha rivolto un richiamo diretto a presidenti, allenatori, dirigenti, calciatori e famiglie.

“Competere significa voler vincere ed è giusto che sia così. Ma nessun risultato può venire prima del rispetto degli avversari, degli arbitri, dei dirigenti, dei tecnici, dei ragazzi e delle famiglie”.

Chi ricopre un ruolo di responsabilità deve essere il primo a dare l’esempio, soprattutto davanti ai più giovani. Una parola pronunciata dalla panchina, un comportamento sugli spalti o un atteggiamento nei confronti dell’arbitro possono avere un valore educativo maggiore di molti discorsi.

Il calcio regionale dovrà restare competitivo e ambizioso, ma anche un luogo nel quale imparare a stare insieme, rispettare le regole, accettare una sconfitta e condividere una vittoria.

L’augurio diventa un ringraziamento. Il messaggio si chiude con un ringraziamento rivolto a chi, nonostante le difficoltà, continuerà a mettere tempo e risorse al servizio del movimento.

“Grazie a chi continuerà a esserci. Grazie a chi, nonostante le difficoltà, continuerà a crederci. Grazie a chi saprà mettere il bene della propria società accanto a quello dell’intero movimento”.

Formule, campionati e regole potranno cambiare, ma secondo Foschia dovrà rimanere intatto il senso di appartenenza a una comunità composta prima di tutto da persone.

“Affrontiamo questa nuova stagione insieme, con passione, responsabilità e con la voglia di lasciare il nostro calcio un po’ migliore di come lo abbiamo trovato”.

Piemonte Sport