sabato, Maggio 30 2026

Processo ai tre ex calciatori del Bra, gli imputati parlano in aula: “Non ci fu violenza, il rapporto era consensuale”

di Redazione
29 Maggio 2026 3 min lettura

ASTI. Per la prima volta dall’inizio dell’inchiesta hanno scelto di parlare davanti al giudice. È uno dei passaggi più significativi del procedimento che vede imputati tre ex calciatori del Bra – Fausto Perseu, 24 anni, di Roma; Alessio Rosa, 23 anni, di Tivoli; Christ Jesus Mawete, 21 anni, di Mondovì -, accusati di violenza sessuale di gruppo e, per uno di loro, anche di diffusione illecita di materiale sessualmente esplicito.

A raccontare quanto avvenuto nell’ultima udienza del processo è stato il quotidiano La Stampa, che ha ricostruito le dichiarazioni rese in aula dagli imputati e le posizioni delle parti coinvolte.

Secondo quanto riportato dal giornale torinese, i tre ex giocatori hanno respinto le accuse sostenendo che quanto accaduto nella notte tra il 31 maggio e il 1° giugno 2025 sarebbe stato consensuale. Gli imputati hanno dichiarato che la giovane coinvolta avrebbe manifestato interesse per rapporti con più persone già nei giorni precedenti all’episodio contestato e che quella sera non vi sarebbe stata alcuna costrizione.

Una versione che si contrappone nettamente a quella sostenuta dalla ventenne torinese che ha denunciato i fatti. La giovane, costituita parte civile nel procedimento, ha sempre affermato di essersi recata volontariamente nell’abitazione di uno dei giocatori, ma di non aver mai acconsentito a rapporti sessuali con più persone.

L’indagine della Procura di Asti aveva portato al rinvio a giudizio dei tre ex tesserati giallorossi dopo una lunga attività investigativa, culminata con l’acquisizione di testimonianze, messaggi, fotografie e video ritenuti rilevanti ai fini del procedimento.

Secondo l’impostazione accusatoria, sostenuta dal pubblico ministero Davide Greco, la ragazza sarebbe stata coinvolta in rapporti sessuali senza un consenso libero e consapevole. Gli imputati, invece, continuano a sostenere che si sia trattato di un incontro consensuale e che le accuse mosse nei loro confronti non corrispondano a quanto realmente accaduto.

Nel corso dell’udienza, come riportato da La Stampa, gli avvocati difensori hanno evidenziato come i propri assistiti abbiano potuto fornire per la prima volta una ricostruzione diretta dei fatti, ribadendo la propria estraneità alle accuse contestate.

Di segno opposto la posizione della parte civile. L’avvocato della giovane ha contestato la ricostruzione fornita dagli imputati, sostenendo che le loro dichiarazioni presenterebbero elementi di contraddizione e ribadendo la piena validità dell’impianto accusatorio.

Tra i punti al centro del processo vi sono anche alcuni video e fotografie realizzati durante quella notte e successivamente condivisi in una chat privata, circostanza che ha portato uno degli imputati a rispondere anche dell’accusa di diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti.

Il procedimento proseguirà nei prossimi mesi con l’esame degli ulteriori elementi raccolti durante l’inchiesta. Sarà il Tribunale di Asti a valutare le diverse ricostruzioni e a stabilire, al termine del processo, le eventuali responsabilità degli imputati.

Al momento, come previsto dall’ordinamento, tutte le accuse contestate restano da accertare in via definitiva e gli imputati devono considerarsi presunti innocenti fino a eventuale sentenza irrevocabile di condanna.

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