venerdì, Maggio 15 2026

Casale, doppio addio dopo la promozione: salutano Aceto e Bellingeri

di Redazione
15 Maggio 2026 2 min lettura
Bellingeri e Aceto / Foto Casale 1909

CASALE MONFERRATO. Il Casale riparte, ma lo farà senza due delle figure simbolo dell’ultima risalita nerostellata. Con un comunicato ufficiale diffuso nella giornata del 15 maggio, il club ha annunciato la separazione dal direttore sportivo Marco Aceto e dall’allenatore Alessandro Bellingeri, protagonisti del percorso che ha riportato i monferrini in Eccellenza.

Una decisione che segna inevitabilmente la fine di un ciclo importante. Perché al di là dei risultati, Aceto e Bellingeri hanno rappresentato due pilastri nella ricostruzione tecnica e sportiva del Casale dopo anni complessi.

Il ringraziamento della società verso Marco Aceto è legato soprattutto al lavoro svolto nella costruzione della squadra capace di vincere il campionato di Promozione 2025-26. Un gruppo costruito con equilibrio, identità e conoscenza della categoria, qualità che hanno permesso ai nerostellati di ritrovare subito competitività.

Discorso simile anche per Alessandro Bellingeri. Arrivato nel corso della stagione 2024-25, il tecnico aveva preso in mano la squadra in un momento delicato, riuscendo prima a guidarla ai playoff e poi a completare il percorso con la promozione in Eccellenza.

Un lavoro costruito in un anno e mezzo intenso, durante il quale il Casale ha ritrovato entusiasmo, appartenenza e soprattutto risultati. Non a caso nel comunicato il club ha voluto sottolineare “l’impegno, la professionalità e la dedizione” mostrati dal tecnico, ringraziandolo per aver “onorato al meglio la maglia e la storia nerostellata”.

Adesso si apre inevitabilmente una nuova fase. Perché il ritorno in Eccellenza rappresenta un passaggio delicato e il Casale dovrà scegliere chi guiderà il prossimo progetto tecnico in una categoria che storicamente non può bastare a una piazza del genere.

Nel frattempo resta il peso di due addii importanti. Perché Aceto e Bellingeri lasciano dopo aver riportato il Casale dove almeno si era prefissato di tornare. E in una piazza come quella nerostellata, non è mai un dettaglio secondario.

 

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