
ALESSANDRIA. Adesso c’è anche l’ufficialità. Alberto Merlo non sarà l’allenatore dell’Alessandria nella stagione 2026/27. Dopo settimane di indiscrezioni, riflessioni e voci sempre più insistenti, il club grigio ha comunicato la separazione dal tecnico che soltanto pochi mesi fa aveva riportato l’Orso in Serie D vincendo il campionato.
Una decisione destinata inevitabilmente a far discutere, perché arriva subito dopo una stagione chiusa con il ritorno nei campionati nazionali e con una piazza che, proprio attorno alla figura di Merlo, aveva ritrovato entusiasmo e identità.
Nel comunicato diffuso dalla società, l’Alessandria ha spiegato che la scelta è maturata “a seguito di approfondite valutazioni di natura tecnica e metodologica connesse alle esigenze della nuova categoria”, specificando inoltre che si tratta della naturale conclusione del rapporto contrattuale e non di un esonero.
Parole che però raccontano chiaramente la volontà del club di aprire un nuovo ciclo tecnico in vista della Serie D. Una categoria che il presidente Antonio Barani ha definito “di fatto professionistica”, sottolineando la necessità di profili con competenze sempre più strutturate e specialistiche.
E proprio da qui parte il nuovo scenario. Perché il nome che circola con maggiore insistenza per la successione è quello di Marco Sesia. L’attuale allenatore del Vado, impegnato ancora nella poule scudetto di Serie D, ha già annunciato insieme al club ligure la decisione condivisa di separarsi al termine della stagione. Un dettaglio che, inevitabilmente, rafforza i collegamenti con Alessandria.
Sesia rappresenterebbe un profilo forte per la categoria: esperienza, conoscenza profonda della Serie D e soprattutto la capacità dimostrata negli ultimi anni di costruire squadre competitive e riconoscibili. Qualità che sembrano perfettamente in linea con la direzione scelta dalla nuova Alessandria.
Resta però il peso dell’addio di Merlo. Perché al di là delle valutazioni tecniche, il tecnico lascia dopo aver centrato l’obiettivo più importante: riportare l’Alessandria dove una piazza del genere sente di dover stare. E non è un dettaglio da poco.
Adesso, però, in casa grigia si apre una nuova fase. Più ambiziosa, più complessa e inevitabilmente più esposta. La Serie D non sarà soltanto un ritorno: sarà il primo vero banco di prova del nuovo progetto Alessandria.
