
Una vittoria larga nel risultato, ma costruita attraverso la sofferenza, l’equilibrio e la capacità di aspettare il momento giusto. La Juventus Women torna dalla Svezia con un prezioso 3-0 sul campo del BK Häcken e con la soddisfazione di aver superato un esame tutt’altro che semplice.
Dopo un primo tempo complicato, nel quale le padrone di casa hanno imposto ritmo e intensità, le bianconere hanno cambiato passo nella ripresa. Le reti di Tatiana Pinto, Emma Stølen Godø e Alba Redondo hanno premiato una squadra capace prima di resistere e poi di colpire con grande efficacia.
Al termine della partita, il tecnico Isaac Guerrero ha sottolineato soprattutto la maturità mostrata dalle sue giocatrici nei momenti di maggiore difficoltà.
Guerrero: “Le ragazze si sono meritate questa vittoria”
“Abbiamo saputo soffrire: l’Häcken è una squadra che va forte – ha spiegato l’allenatore bianconero –. Quando abbiamo iniziato a perdere un po’ di profondità, le ragazze hanno mantenuto l’equilibrio e la concentrazione. Sono molto soddisfatto di loro: si sono meritate questa vittoria”.
Parole che raccontano bene l’andamento della gara. La Juventus ha provato a partire con personalità, ma con il passare dei minuti ha dovuto fare i conti con la pressione della formazione svedese. L’Häcken ha trovato maggiore continuità nel possesso e ha costretto le bianconere ad abbassarsi, senza però riuscire a sbloccare il risultato.
Proprio la capacità di restare compatte ha permesso alla Juventus di attraversare il momento più delicato della partita. La squadra non si è disunita, ha protetto la propria porta e ha raggiunto l’intervallo sullo 0-0, costruendo così le condizioni per cambiare la sfida nella seconda frazione.
“Vogliamo essere protagoniste”. Nella ripresa è emersa una Juventus differente. Pinto ha aperto la strada al 57’, Stølen Godø ha firmato il raddoppio al 76’ e Redondo ha chiuso definitivamente i conti all’88’. Tre reti che hanno trasformato una trasferta insidiosa in una vittoria netta.
Guerrero, però, ha guardato oltre il risultato, indicando la mentalità necessaria per affrontare gli impegni internazionali: «Vogliamo essere protagoniste, ma anche una squadra che sa sporcarsi le mani».
Un concetto chiaro: per imporsi ad alto livello non bastano qualità tecnica e organizzazione. Servono anche disponibilità al sacrificio, attenzione difensiva e capacità di adattarsi all’andamento della partita.
“Nel secondo tempo era difficile entrare in partita con quella pressione – ha aggiunto il tecnico –, ma le ragazze hanno mantenuto l’intensità, dimostrando anche fame e voglia di vincere questa gara”.
Una vittoria che vale più del risultato. Il 3-0 ottenuto in Svezia offre quindi diverse indicazioni positive. La Juventus ha saputo soffrire senza perdere lucidità, ha resistito alla fase migliore dell’Häcken e, una volta trovato il vantaggio, ha gestito la partita con maggiore sicurezza.
La soddisfazione di Guerrero nasce soprattutto da questo: le bianconere non hanno conquistato il successo soltanto attraverso le proprie qualità offensive, ma anche grazie alla compattezza e allo spirito di sacrificio. Una risposta importante dopo la sconfitta europea contro il Benfica e la conferma di una squadra capace di reagire immediatamente.
In Svezia la Juventus ha mostrato due anime: quella disposta a lottare nei momenti difficili e quella capace di colpire appena si apre lo spazio giusto. È proprio da questa combinazione che Guerrero vuole costruire una squadra protagonista, ambiziosa e pronta, quando necessario, a “sporcarsi le mani”.
